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Le novità più interessanti nel breve periodo potrebbero arrivare dal Sol Levante


Riflettori puntati sul Giappone: proprio mentre l’anziano imperatore decide di uscire di scena e il recente rally dello yen getta un'ombra sull'economia, aumentano anche i timori che la Bank of Japan abbia terminato gli strumenti per stimolare crescita e inflazione. Il governo guidato dal primo ministro giapponese Shinzo Abe ha approvato un pacchetto di stimolo fiscale per 13,5 trillioni di yen, cioè una serie di provvedimenti di natura eterogenea, comprendenti stimoli fiscali, investimenti per implementare le infrastrutture, agevolazioni sui crediti di imposta e interventi sul settore turistico. L’obiettivo è sostenere il Pil e riportare l’inflazione giapponese in territorio positivo, visto il quadro non proprio roseo, con gli indicatori sulla fiducia in deterioramento e la flessione della domanda di macchinari. "Per gli scettici, troppo poco per una nazione che langue in una deflazione trentennale, ma è anche vero che gli strumenti alternativi a disposizione sono limitati, considerati i tassi negativi e l’abuso del quantitative easing", spiegano gli esperti di Online SIM.

Per Peter Rosenstreich, head of Market Strategy di Swissquote, il Giappone è giunto ad un momento cruciale: "mentre montano le pressioni per un’ulteriore politica di supporto monetario notiamo che l’attuale mix di misure adottate è tutt’altro che efficace. Tassi di interesse ancora più negativi non faranno altro che punire ulteriormente risparmiatori e banche, per quanto continuare con gli acquisti di bond lascerà inalterati i problemi di trasmissione della liquidità dal momento che la domanda per nuovi finanziamenti e mutui rimane fiacca".

Steve Donzé, senior macro strategist e Hiroshi Matsumoto, head of Investment Management, Giappone di Pictet Asset Management sono convinti che “l'autorità monetaria abbia ancora qualche freccia al proprio arco”. In particolare, accennano a una soluzione drastica che consentirebbe di far salire l'inflazione pur rendendo la BoJ tecnicamente insolvente. La Bank of Japan si trova a un bivio. Il programma di Quantitative and Qualitative Easing (QQE), avviato nel 2013, non è riuscito a spingere l'inflazione verso il target del 2% e nemmeno a far salire le attese inflazionistiche. Anche l'adozione a sorpresa di tassi di interesse negativi in gennaio si è rivelata un fallimento e non ha contribuito ad arrestare la recente flessione dei prezzi al consumo, che in maggio hanno registrato la contrazione più repentina in tre anni. Come se non bastasse, l'economia giapponese deve fronteggiare un nuovo problema: la Brexit. In seguito alla decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione Europea lo yen, considerato un bene rifugio, è salito oltre quota JPY100 contro il dollaro USA, il livello più alto da novembre 2013.

Alla BoJ resta una misura drastica, l'helicopter money

La BoJ ha terminato le frecce al proprio arco? “Crediamo di no”, dicono gli esperti di Pictet. La banca centrale deve ancora ricorrere allo strumento più potente, e forse più controverso, a sua disposizione: l'helicopter money. Questa soluzione, illustrata a suo tempo dall'economista americano Milton Friedman, consiste nel finanziare la spesa fiscale espandendo la base monetaria tramite incrementi non reversibili. In pratica, le banche centrali offrono ai cittadini liquidità extra sotto forma di sgravi fiscali, voucher o attraverso l'aumento della spesa pubblica. Al contempo, le autorità monetarie fanno una "promessa credibile di irresponsabilità" , ovvero si impegnano a non alzare le tasse in un secondo momento nel tentativo di recuperare tale liquidità extra. La rassicurazione che i fondi ricevuti non verranno successivamente sottratti dovrebbe spingere i consumatori a spendere, con effetti positivi su attività economica e inflazione.

A ritenere che "la sola e unica opzione rimasta in grado di generare sufficiente domanda negativa di moneta giapponese (salvo ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed) sia quella che vede la Bank of Japan inabissarsi nelle voragini inesplorate dell'Helicopter Money" è anche lo stratega di Swissquote, soprattutto "alla luce dei risultati fallimentari dovuti al combinato disposto all’interno delle attuali misure di politica monetaria (che non riescono ad indebolire lo yen)".

Con queste premesse, "le novità più interessanti nel breve periodo potrebbero arrivare proprio dal Sol Levante", affermano da Online SIM, "mentre per gli Stati Uniti potrebbe essere necessario pazientare fino a fine mese per Jackson Hole e ad autunno inoltrato per le elezioni presidenziali. Uno scenario che, tra i mercati azionari promuove per ora quasi esclusivamente quelli USA e che in Europa e Giappone continua a sostenere il comparto bond".

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