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Hedge Invest: "Materie prime, meglio mantenere un peso minimo in portafoglio"


"Le materie prime rimangono ancora in un bear market di lungo termine: al momento, meglio mantenere un peso minimo in portafoglio, anche zero", consiglia  Lorenzo Di Mattia, gestore del fondo HI Sibilla Macro di Hedge Invest SGR. A partire dal mese di dicembre, dato che il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve sarà scontato interamente nei prezzi, "potrebbe aver senso assumere una posizione tattica lunga sui metalli preziosi, anche se l’azionario di tali metalli è più interessante delle commodity in sé".
 
Secondo il gestore le ragioni per cui, tra le materie prime, i metalli preziosi sono i primi che potrebbero iniziare un recupero, sono innanzitutto, il fatto che sono stati i primi a iniziare il bear market, nel 2011; in secondo luogo, un eventuale rallentamento dell’economia globale, seguito da un ulteriore intervento delle Banche centrali e da una pausa del ciclo di stretta monetaria della Fed, potrebbe favorire più i metalli preziosi che le altre materie prime. Infatti, è ormai chiaro che i programmi di allentamento quantitativo servono più ad alimentare i movimenti al rialzo di alcuni asset finanziari, che a dare uno stimolo alle economie, già eccessivamente indebitate.
 
Dal punto di vista dell’azionario dei metalli preziosi, il segmento viene come detto da un mercato orso lungo ben cinque anni. I primi tre anni sono stati dovuti a ragioni fondamentali. Il quarto anno è stato causato dalla fine del quantitative easing negli Stati Uniti e dall’inizio della fase rialzista del dollaro. "Quest’anno però abbiamo assistito a vendite irrazionali su tutte le materie prime – e le rispettive azioni – in larga parte slegate da motivazioni fondamentali", spiega Di Mattia. Infatti, i margini di molte aziende si espanderanno in scia al calo del prezzo del petrolio (un costo importante) e al crollo delle monete di molti paesi produttori. Il prezzo dell’oro, nel frattempo, è sceso, ma non quanto quello di altre materie prime.
 
"Bisogna sottolineare che l’azionario dei metalli preziosi offre ritorni attesi significativi in molti scenari, diversi tra loro, eccetto quello di una vera accelerazione della crescita globale, che riteniamo però meno probabile. Una volta digerito il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti, ci attendiamo l’inizio di un bull market ciclico in queste azioni", conclude.

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