Ha senso aspettarsi un’altra ondata di vendite sui periferici


Lo spread fra i tassi dei decennali BTP e Bund è tornato ai massimi da novembre toccati brevemente nel contesto di volatilità di questi ultimi giorni, mentre il tasso sul decennale si spinge a livelli che non si vedevano da fine ottobre e le tensioni relative alle trattative fra Grecia e creditori continuano a dominare i mercati determinando una forte volatilità e penalizzando le periferie del debito. Ecco cosa ne pensa Sabrina Frassi, responsabile funzione Wealth Management di Banca Intermobiliare.

Da cosa è stata determinata questa volatilità sul fixed income?

La volatilità sui mercati obbligazionari è iniziata con il mese di maggio ed è partita dai tassi tedeschi che avevano raggiunto livelli decisamente poco coerenti con il flusso di dati economici dell’area euro e con la dinamica dei prezzi; il movimento è iniziato per chiusura di posizioni su trades molto affollati costruiti sul differenziale di politica monetaria tra BCE e Fed (tant’è che contemporaneamente abbiamo assistito ad un movimento contrario anche sul cambio euro/dollaro). 

A pesare sono anche i timori crescenti sulla Grecia. Cosa potrebbe succedere?

Infatti il repricing sulla curva tedesca è stato poi accompagnato in questi giorni dall’allargamento degli spread dei Paesi periferici su questi; anche se l’allargamento maggiore si è verificato sui titoli di stato spagnoli in realtà anche sui BTP siamo ritornati sui livelli dello scorso novembre sulle parole del ministro greco Varoufakis che ha dichiarato di non aver intenzione di presentare nuove proposte al prossimo meeting dell’Eurogruppo di giovedì. Ormai sono rimasti pochi giorni alla scadenza del 30 giugno quando la Grecia dovrà trovare 1,6 mld da restituire al FMI: se UE, BCE e FMI riusciranno a trovare un’intesa con la Grecia, l’ultima tranche da 7,2 miliardi di euro di aiuti verrà sbloccata e il premier greco potrà usare i 10 mld circa del fondo salva-banche per rimborsare i debiti. In questo caso il mercato troverà quasi sicuramente la strada per un rally di sollievo, viceversa se non si raggiungesse l’intesa il mancato pagamento del FMI potrebbe aprire la procedura di default molto probabilmente “pilotato” o cosiddetto tecnico, tenendo il Paese dentro l’euro ma imponendo rigidi controlli ai movimenti di capitali e pianificando la ristrutturazione del debito. 

Quest’ultimo scenario, peraltro molto realistico, cosa provocherebbe?

A nostro avviso un’altra ondata di vendite sui periferici e non escludiamo che lo spread BTP-Bund possa andare verso i 250bps ma non sarebbe probabilmente sistemico come una “Grexit” per la presenza del supporto della Bce. Escludendo l’ipotesi “Grexit”, lo scenario che riteniamo più probabile è quello di un accordo “all’ultimo minuto” di tipo politico (pertanto l’Eurogruppo di giovedì non sarà risolutivo) ovvero prendere tempo per tenere Tsipras dalla parte dell’Eurogruppo senza che questo si trovi troppo compromesso con l’elettorato e con il partito e non sia incentivato a cercare nuovi partner strategici quali Russia e Cina al fine di programmare concessioni anche sul piano economico in un secondo momento da entrambe le parti.

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