Guardando al 2017


Commento a cura di Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti AM Sim.

Il 2017 parte con una impostazione sugli azionari generalmente positiva, fatto salvo per l’incertezza e la volatilità che dovrebbero accompagnare i mercati soprattutto nei primi mesi dell’anno, offrendo tuttavia, proprio in fase di flessione, un’interessante opportunità di posizionamento con le principali Borse chiamate a ricreare le condizioni a supporto di un quadro dinamico atteso chiaramente più positivo. In particolare vengono privilegiati gli investimenti sui mercati sviluppati ed in area euro, soprattutto su Germania, Olanda e Francia. I mercati emergenti presentano invece in generale una configurazione più impegnativa, evidenziando come, tra essi, Turchia, Sud Africa ed India necessitino di una valutazione iniziale più prudenziale.

Riteniamo che nel corso dell’anno rimarrà alta la selettività all’interno dei mercati dove i titoli legati maggiormente al ciclo economico, come finanziari ed energetici, seppur con una volatilità maggiore, offriranno i ritorni più interessanti, mentre sui comparti più “difensivi”, veri leader negli ultimi anni, avremo bisogno di tempi di sviluppo più allungati per osservare i potenziali benefici dell’effetto atteso di crescita economica.

Decisamente più preoccupante la condizione dei mercati obbligazionari che, anche sotto il punto di vista ciclico, hanno iniziato ad indicare i primi segnali di arresto della crescita incondizionata degli ultimi 15 anni. La fine della storica tendenza ribassista dei tassi di interesse è iniziata ed il 2017 si candida a registrare la prima fase del cammino di inversione rialzista dei rendimenti. Il percorso atteso non sarà semplice ed accompagnerà i mercati presumibilmente per lungo tempo. Resta fondamentale nel contesto nascente gestire l’esposizione al rischio tasso, privilegiando gli attivi meno sensibili ad esso come le componenti a breve scadenza e credit spread.

Sulle materie prime le attese sono positive ma, all’interno dell’indice (Crb), rimane preponderante la forte divergenza di condizione fra petrolio ed oro. Nel primo caso gli importanti recuperi di forza degli ultimi dodici mesi ristabiliscono un maggior equilibrio dopo il pesante crollo delle quotazioni degli anni scorsi, e sostengono una fase di crescita ancora tutta da sviluppare. Nel caso dell’oro resta preponderante la maggiore fragilità delle quotazioni proprio in fase di inizio d’anno dove, tuttavia, l’avvicinamento dell’area di importanza ciclica a quota 1000 offrirebbe un’opportunità di investimento alternativa.

Chiudono il quadro le divise, il cui impatto in termini di oscillazioni rimane potenzialmente dirompente soprattutto sugli investimenti obbligazionari a volatilità più contenuta. Ai nastri di partenza la divisa più debole tra i paesi principali risulta ancora l’euro seguita dallo yen. Tuttavia dobbiamo ricordare la vicinanza anche in questo caso a soglie fondamentali per gli equilibri di ampio respiro: quota 1,00 per Eur/Usd e 130 Usd/Jpy condizionano il giudizio di prosecuzione della forza del dollaro.

Si riparte per il 2017 quindi con temi per certi versi non dissimili a quelli visti nell’anno appena concluso ma con una percezione delle aspettative decisamente mutata: obbligazioni a rischio, azionari in salute, tensioni valutarie da non sottovalutare e materie prime da considerare come valide tematiche di investimento solo a determinate condizioni.

Società

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