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Grandi tendenze: i fondi sovrani raddoppiano la scommessa sul real estate


In un mondo di bassi rendimenti, gli investimenti alternativi, ed in particolare le proprietà immobiliari, stanno diventando uno degli asset preferiti dai grandi investitori istituzionali. È questa una delle principali conclusioni della quarta edizione del rapporto Global Sovereign Asset Management, realizzato da Invesco. Lo studio analizza i comportamenti di investimento dei fondi sovrani e delle banche centrali, attraverso l’analisi delle scelte di investimento di 77 fondi e gestori di riserve in tutto il mondo.

L’immobiliare emerge come l'asset class preferita

Lo studio rivela che gli investitori sovrani si sono concentrati sull’aumento degli investimenti in infrastrutture e nel private equity negli ultimi due anni. Tuttavia, l’atteggiamento è cambiato nel 2016 e per la prima volta un minor numero di fondi sovrani prevede di aumentare gli stanziamenti su queste classi di attivi. Sebbene gli stanziamenti per le infrastrutture e il private equity siano aumentati negli ultimi tre anni, il livello degli investimenti resta complessivamente contenuto, in media, al 2,8% del totale delle attività in portafoglio per le infrastrutture e al 4,5% per il private equity.

Al contrario, gli investimenti nel settore immobiliare sono aumentati, in tre anni, dal 3% nel 2012 al 6,5% attuale (con un tasso di crescita annuo del 29%), con un tasso di crescita più veloce rispetto agli investimenti complessivi nel private equity e nelle infrastrutture. I fondi sovrani stimano un incremento degli stanziamenti globali e locali nel settore immobiliare superiore rispetto a qualsiasi altra asset class per soddisfare gli obiettivi di diversificazione e di ritorno assoluto. I fondi sovrani attribuiscono questo trend in gran parte alle minori difficoltà di esecuzione degli ordini per gli investimenti immobiliari, rispetto a private equity e infrastrutture, dove hanno incontrato ostacoli nel realizzare i loro investimenti. Gli investitori evidenziano anche il maggior numero di asset manager affidabili a livello mondiale e la lunga lista di sviluppatori e operatori con cui collaborare sugli investimenti immobiliari. Di conseguenza, oltre il 62% dei fondi ha ridotto l’investimento in infrastrutture e il 52% quello in private equity rispetto ai loro target . L’orizzonte temporale di investimento si sta allungando, a mano a mano che i fondi sovrani fanno fronte alle difficoltà congiunturali, passando da 6,4 a 7,6 anni dal 2013 al 2016, grazie ai benefici della diversificazione e ai premi di liquidità offerti dagli investimenti alternativi. 

Gli Stati Uniti diventano il mercato più attraente per gli investimenti dei fondi

Mentre in passato il mercato previlegiato per gli investimenti dei fondi sovrani nei paesi maggiormente sviluppati era la Gran Bretagna, nel 2016 gli Stati Uniti hanno assunto un ruolo di primo piano. I fondi sovrani restano inoltre rialzisti sulle opportunità di investimento future negli Stati Uniti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Sono in crescita anche le nuove allocazioni ai mercati di frontiera, con stanziamentiin aumento in Asia e in Africa. La capacità manifatturiera, la stabilità politica e la qualità delle infrastrutture sono annoverate tra i fattori chiave di tale cambiamento, insieme a una gamma di prodotti tra cui strumenti azionari e obbligazionari tradizionali e investimenti diretti in settori alternativi come l’immobiliare.

 

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