Gli UCITS si impongono in Europa e guadagnano terreno a livello globale


L'armonizzazione dei fondi d’investimento europei ha un chiaro vincitore: il Lussemburgo. Secondo i dati pubblicati da ALFI (l'associazione lussemburghese dell'industria dei fondi), i fondi con formato UCITS domiciliati nel Granducato a dicembre del 2015 concentravano il 62% del patrimonio gestito da fondi esteri distribuiti in tutto il mondo, rispetto al 59% di gennaio 2013. All'interno dell'Unione Europea, questa struttura è predominante in Italia e Olanda (costituisce il 51% del mercato per volume di asset gestiti) e mantiene una forte presenza in Germania (50%) e in Austria (45%). 

Ma il formato UCITS lussemburghese non guadagna terreno solo in Europa. Secondo ALFI, questi fondi rappresentano il 47% del patrimonio gestito in fondi aperti esteri distribuiti in Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Hong Kong e Singapore e crescono anche nei paesi della regione MENA (Bahrain, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti). Nel 2015, i fondi UCITS domiciliati in Lussemburgo hanno registrato il 72% dei flussi netti nei principali mercati di tutto il mondo, prima di qualsiasi altro mercato nazionale. Inoltre, otto delle dieci maggiori società mondiali di fondi aperti hanno una presenza locale.

La presidente dell'associazione, Denise Voss, attribuisce questo successo dentro e fuori dall'Europa "ai processi di autorizzazione, supervisione, gestione del rischio e buona corporate governance, così come al chiaro quadro normativo e fiscale" vigenti nel piccolo paese dell'Europa centrale, primo Stato membro ad attuare la direttiva UCITS nel 1985.

Qui è possibile consultare un’infografica con tutti i dati. 
 

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