Gestori, attrazione Italia


Piazza Affari piace sempre di più ai gestori di fondi comuni. Non solo italiani. Da gennaio, quello milanese è il mercato per il quale i money manager intervistati ogni mese da Morningstar mostrano lo scenario più favorevole. Inizialmente, erano attratti soprattutto dalle valutazioni dei titoli, fortemente a sconto, poi hanno trovato nuove motivazioni per essere ottimisti nel programma di riforme del governo guidato da Matteo Renzi.

Ad aprile, il Morningstar Italy Investment sentiment index si è attestato a 71,68 punti, in una scala dove 100 indica la massima certezza di rialzo e 0 la massima certezza di ribasso su un orizzonte di sei mesi, staccando l’indice di fiducia sulle Borse europee che è sceso a 67,28 punti (era a 69,89) a marzo. I gestori sono confortati anche dai segnali di uscita dell’Italia dal lungo periodo di recessione, iniziato nel 2011. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, quest’anno il Prodotto interno lordo (Pil) crescerà dello 0,6%, mentre nel 2015 l’incremento sarà dell’1,1%.

Un altro fattore positivo è rappresentato dal calo dei costi di finanziamento, con i Btp scesi ai minimi dopo il picco sopra il 7% dell’inizio 2012. Oltre ad essere un bene per la congiuntura, questo calo allenta le tensioni sul debito pubblico. Se il listino azionario milanese raccoglie sempre più consensi, lo stesso non si può dire dei titoli governativi, per i quali il sentiment è passato da moderatamente positivo a neutrale, in quanto il forte rally dei mesi scorsi ha ridotto i margini di apprezzamento.

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