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Gestioni patrimoniali, nuovo motore della crescita del risparmio gestito


La raccolta dei primi tre mesi di quest’anno di Eurizon Capital ha messo a segno un incremento del 138% sullo stesso periodo dello scorso anno. E a spingere sull’acceleratore degli ottimi risultati che il mondo del risparmio gestito sta registrando da tempo sono, tra i vari prodotti, oggi più di ieri le GP, le gestioni patrimoniali dirette ai singoli risparmiatori privati. Ma guardiamo ai numeri. In base ai dati raccolti da Assogestioni, infattti, nel primo trimestre del 2015 la raccolta ha toccato gli 8,7 miliardi, praticamente riuscendo a quadruplicare il dato del 2014. Di questo ammontare, oltre la metà fa capo proprio alla raccolta di Eurizon Capital, che tra gennaio e marzo ha segnato 5,499 miliardi di euro. I prodotti in questione sono molto evoluti e hanno in sé una forte spinta al servizio della consulenza. Un fatto che si spiega sulla scia del ridisegno dell’offerta dell’intera industria, anche alla luce di MiFID II, dove l’approccio consulenziale la fa da padrone sia sul fronte della clientela istituzionale, sia su quello retail.

“Si tratta di prodotti innovativi che danno la possibilità al risparmiatore di essere parte attiva nella costruzione del portafoglio, lasciando al gestore la delega sulle principali scelte di investimento. Inoltre, ci sono vantaggi anche sul versante fiscale, dato che la gestione prevede una tassazione più bassa sulle plusvalenze”, spiega Tommaso Corcos, amministratore delegato di Eurizon Capital. È in quest’ottica che va letto l’arrivo sul mercato, nel mese di gennaio 2015, di Eurizon Facile dove la soglia minima di ingresso è di 50mila euro che fa seguito al prodotto Eurizon Gp Unica per portafogli di 100mila in su. Intanto è in corso lo spostamento del gruppo all’interno di Intesa Sanpaolo. Lo stesso Carlo Messina, consigliere delegato e chief executive officer di Intesa Sanpaolo, ha più volte sottolineato l’intenzione di ottimizzare e razionalizzare la catena e le tre aree di riferimento sono proprio l’asset management, il private banking e l’assicurativo.

Del resto, i motori sono sempre più caldi. Matteo Colafrancesco, responsabile private banking, a capo anche di Fideuram, Fideuram Investmenti, Intesa Sanpaolo PB, Sirefid, Fideuram Fiduciaria e Intesa Sanpaolo PB Suisse, il prossimo mese di luglio lascerà lo scettro a Paolo Molesini, oggi ad di Intesa PB. E le attese sono di una partnership con un gruppo internazionale. 

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