Turolla (Gestielle SGR): “Le sfide per i Paesi emergenti non sono concluse”


"L’investimento in mercati obbligazionari emergenti offre agli investitori la possibilità di diversificare il portafoglio a fronte di un rendimento potenziale più elevato. L’asset class è però caratterizzata da rischi superiori rispetto ai mercati sviluppati e l’investimento in un fondo a gestione attiva è il miglior modo per limitarli".  A pensarla così Jacopo Turolla, gestore del fondo Gestielle Emerging Markets Bond, che inoltre ritiene che "le sfide per i Paesi emergenti non sono concluse. Da un lato la politica monetaria della Banca Centrale americana diverrà via via piu’ restrittiva, lasciando meno spazio alle politiche fiscali e monetarie anche nei Paesi in via di sviluppo, dall’altro la discesa dei prezzi nelle materie prime e un ridimensionamento di quelli che saranno gli investimenti in questo settore hanno ridotto il potenziale di crescita. I mercati tuttavia scontano già questo tipo di scenario con rendimenti che sono generosi rispetto ad altre aree e questo ci permette di essere moderatamente positivi nel medio-lungo termine”, spiega il gestore.

Il fondo, che vanta il rating di Consistente di Funds People e quattro stelle Morningstar,  in questo momento punta su un allocazione caratterizzata da moderata cautela. “Il ciclo di rialzi della FED seppure in maniera lenta ed ordinata andrà avanti  rendendo più onerose le fonti di rifinanziamento per gli emittenti. Nel contempo il rallentamento della Cina e il calo nei prezzi delle materie prime ha ridimensionato il potenziale di crescita di molti Paesi che sono ora costretti a trovare nuove combinazioni dei fattori produttivi per continuare a progredire e convergere verso i Paesi sviluppati”. 

L'elemento chiave della gestione di Turolla è quello di puntare a selezionare un allocazione di portafoglio che permetta di ottenere un rendimento piu’ elevato del benchmark  mantenendo in primo piano il controllo del rischio. Questa allocazione ottimale viene raggiunta attraverso la combinazione di analisi fondamentali e analisi quantitative. Ma com'è strutturato il processo d'investimento? "Il primo passo consiste nell’elaborare lo scenario macroeconomico in cui il gestore si attende di operare nei mesi successivi sia in termini di crescita delle diverse aree, che di politiche fiscali e monetarie", spiega Turolla. E continua: "Nell’ambito dei mercati emergenti è importante inoltre avere una previsione di quale possa essere l’andamento dei prezzi delle materie prime, dalle quali son dipendenti numerose economie in via di sviluppo.  In base a queste previsioni vengono sovrappesate quelle aree e quei Paesi che si prevede avranno un miglioramento nel profilo creditizio mentre viene ridotta l’esposizione alla aree che subiranno un deterioramento nei fondamentali.  Il terzo passo consiste nel compiere un’analisi bottom up sugli emittenti presenti nelle aree che si desidera sovrappesare per decidere su quali conviene puntare in maniera piu’ decisa". L’allocazione del fondo predilige le banche sovranazionali emergenti, entità  in grado di sopportare senza problemi situazioni di volatilità ma che pagano ancora tassi di interesse interessanti. L’area caraibica e alcuni paesi africani non legati alle materie prime inoltre sono favoriti rispetto all’ Asia e all’ Est Europa.

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