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Forum AIPB: "sforziamoci di veicolare i risparmi a sostegno dell'economia italiana"


I numeri di AIPB, l'Associazione italiana private banking, mostrano il mercato del private banking italiano a quota 682 miliardi con uno 0,8% di raccolta netta positiva nel secondo semestre 2016 e un effetto mercato negativo sui portafogli contenuto al 3,4% nonostante il difficile trimestre che ha pesato principalmente sulla componente amministrata dei portafogli. Dal lato dell’industria finanziaria, sempre secondo i dati, il private banking mostra un solido indice di profitto in rapporto alle masse grazie a un indice di cost on asset costante attorno ai 34 punti base e un return on asset che ha raggiunto a fine 2015 i 77 punti base. Dal lato clientela, il 68,8% delle famiglie private italiane con disponibilità superiori ai 500mila euro ha scelto di ricorrere al private banking. Per molti anni i due elementi distintivi nel private sono stati: il brand del proprio gruppo bancario e la prossimità con la clientela. Via via si sono consolidati i rapporti con la clientela creando un rapporto fiduciario cliente-private che in alcuni casi è diventato il pilastro della relazione di business.

Mifid 2 non arriva da sola perchè si somma ad altri importanti fenomeni quali la maturazione della consapevolezza della clientela, l’aumento della concorrenza, l’esigenza da parte degli intermediari di sviluppare un business finanziariamente sostenibile nel lungo periodo. La Mifid 2 e le future misure di secondo livello, del resto, imporranno a intermediari, produttori e distributori di considerare l’interesse del cliente in ogni fase del processo produttivo e distributivo. Ha affermato Carmine Di Noia (Commisione Consob), nel corso del XII Forum organizzato a Milano da AIPB, nel centro congressi della Fondazione Cariplo dove è stata fatta una riflessione strategica sull’industria: “si tratta di norme che responsabilizzano il produttore. Oggi non c’è più spazio per l’improvvisazione dei prodotti, tutela e protezione dell’investitore devono andare insieme all’integrità del mercato e ci deve essere maggior vicinanza tra produzione e distribuzione”.

Fabio Innocenzi, presidente AIPB intervistato recentemente da Funds People proprio i merito alle novità del settore ha affermato che “la dialettica con le autority è molto importante, quando parliamo di consulenza parliamo di un servizio che integri i modelli normativi. Il perimetro dove muoversi è quello che va dalla distribuzione del prodotto alla prestazione di un servizio di consulenza evoluto”. E ha lanciato un invito ai player del mercato: "non limitiamoci ad agire solo per minimizzare i rischi negli investimenti, sforziamoci di veicolare i risparmi a sostegno dell’economia italiana".

Matteo Colafrancesco, presidente di Assoreti, ha invece sottolineato come "in questi anni le reti hanno anticipato le principali innovazioni normative e di mercato: ora ci attendono nuove iniziative legislative che non ci troveranno impreparati.  Le reti hanno già fatto propria la normativa. Partiamo dai punti di forza della nostra offerta, capace di resistere anche ai venti contrari del mercato, per aiutare la clientela a investire in maniera efficiente".

In conclusione di convegno, Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni e ad di Eurizon Capital , ha sostenuto l’importanza di fornire risposte adeguate alle varie tipologie di clienti. “La quota di raccolta del settore proveniente dagli investitori retail sta diventando sempre più alta. Questi investitori hanno bisogno di servizi di consulenza adeguati che usino anche i supporti dell’innovazione tecnologica". Per questo, la tecnologia dovrebbe essere vista più nell’ottica di supporto per il consulente che per il cliente singolo. E ha detto ancora: “sia Mifid sia Mifid 2 hanno apportato cambiamenti sui livelli di responsabilità di produttore e distributore, in particolare l’introduzione della product governance, prevista da Mifid 2, aumenta le responsabilità in capo al produttore”.

In sintesi, le innovazioni normative e le incertezze geopolitiche, insieme a uno scenario di ripresa economica lenta e in presenza di tassi ai minimi rendono lo scenario attuale degli investimenti quanto mai complesso. E il contesto rende cruciale il ruolo dei consulenti finanziari nell’allocazione dei risparmi, che pure non hanno mai smesso di crescere in Italia.

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