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Fondi quotati sotto sorveglianza, la SEC potrebbe estendere il termine per l'approvazione di nuovi ETF


Lo scorso 24 agosto, le Borse mondiali hanno vissuto una sessione che in molti hanno paragonato al famoso Black Monday del 1987. Tra i motivi del panico delle borse c'è stata la preoccupazione del rallentamento dell’economia cinese. E tra i principali sospettati di aver aumentato la volatilità ci sono stati gli ETF. Secondo una fonte citata da Reuters, la Securities and Exchange Commision (SEC) statunitense sta analizando i dati di quel giorno per determinare come si potrebbero evitare questi insapettati episodi di volatilità. Alcuni esperti temono che il regolatore decida di ampliare il tempo di approvazione dei nuovi ETF - che al giorno d’oggi è di circa sei mesi - come misura preventiva. 

Durante l’evento ETF Bootcamp, organizzato da ETF Trends a New York la scorsa settimana, diversi avvocati specializzati nel settore hanno ricordato che esistono dei precedenti: dopo il flash crash del 2010, dove le borse statunitensi persero un miliardo di dollari in pochi minuti, la SEC in pratica smise di approvare nuovi ETF fino ad individuare qual’era stato il livello di responsabilità di questi prodotti. 

In più gli esperti sostengono che il nuovo interesse dei regolatori potrebbe rallentare l’introduzione di ETF a gestione attiva, un segmento ancora minoritario - rappresenta soltanto l’1% del mercato degli ETF - nel quale iniziano a entrare grandi manager come iShares, Fidelity, Franklin Templeton InvestmentsPIMCO, State Street Global Advisors o T.Rowe Price.

Enfasi sulla gestione della liquidità

Gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno portato la SEC ad esaminare nuove regole per migliorare la gestione della liquidità degli investment funds e degli ETF, con l’obiettivo di garantire i rimborsi e minimizzare le fratture del mercato nei momenti di agitazione.

Le regole proposte obbligherebbero i fondi a sviluppare programmi di gestione del rischio della liquidità, mantenere un minimo di liquidità di tre giorni e stimare la liquidità delle sue posizioni. I fondi potrebbero adottare il cosidetto swing-price, dal quale il costo di rimborso si sposta parzialmente all’investitore che vende le sue partecipazioni, che contribuisce a proteggere il NAV, e pertanto gli altri sottoscrittori. 

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