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Fondi pensione, energie rinnovabili come alternativa di investimento


 Il settore delle energie rinnovabili può rappresentare per fondi pensione e casse professionali un’alternativa di investimento particolarmente interessante. Si tratta infatti di asset reali in grado di generare flussi di cassa stabili, con una redditività alta, svincolata dall’andamento dei mercati finanziari. Inoltre, rientrando nel campo degli investimenti infrastrutturali, i rendimenti potranno beneficiare di un trattamento fiscale agevolato, alla luce delle recenti modifiche della disciplina tributaria. Il tema di grande attualità degli investimenti alternativi per il risparmio previdenziale, con un focus sulle energie rinnovabili, è stato al centro del Seminario di Studi organizzato a Roma, a Palazzo Corsini, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, da Assoprevidenza con il supporto di Tages Group, primario player del settore.

Nel dibattito, coordinato dal presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, è stata affrontata la situazione del comparto delle rinnovabili in Italia e analizzato l’opportunità per fondi pensione e casse professionali di mettere in portafoglio una tipologia di investimenti in grado di coniugare la redditività, su un orizzonte temporale di lungo termine quale quello degli investitori istituzionali, con la stabilità e la sicurezza. “Per il mondo previdenziale questa è un’opportunità. Del resto, si tratta di una tipologia di investimenti infrastrutturali favoriti dalla nuova disciplina tributaria in corso di emanazione”. Umberto Quadrino, presidente di Tages Holding, ha illustrato le caratteristiche di “Tages Helios”, sottolineando che “si tratta di un prodotto che nasce dall’opportunità di consolidamento del mercato fotovoltaico italiano, il quale, dopo una crescita tumultuosa e i recenti cambiamenti normativi, necessita ora di una gestione professionale”. Tages Helios “è stato espressamente studiato per investitori istituzionali di lungo periodo, alla ricerca di redditività superiori a quelle oggi presenti sul mercato obbligazionario con un livello di rischio e volatilità estremamente contenuto”, ha concluso Quadrino.

Sulla materia lo scorso anno la Covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione) si era giù mossa, aprendo all’esigenza manifestata da Assoprevidenza, che aveva presentato alla Commissione di Vigilanza una formale richiesta di parere. Per questo i fondi pensione possono dare ai propri gestori esterni indicazioni di investimento in strumenti cosiddetti alternativi anche se non specificamente previsti nei mandati di gestione. Più in generale, gli strumenti alternativi cui fa riferimento Assoprevidenza sono, oltre ai fondi specializzati nelle rinnovabili, anche quelli che investono nel capitale delle aziende (private equity), i fondi immobiliari, i fondi di debito che sottoscrivono direttamente emissioni obbligazionarie delle aziende (tra cui anche i mini-bond). Corbello ha messo poi l’accento sull’affinità sostanziale e funzionale che esiste tra questi strumenti alternativi e le asset class tradizionali: “i fondi che investono nelle energie rinnovabili, per esempio, hanno la veste tecnico-giuridica di fondi immobiliari ma di immobiliare non hanno nulla: la costanza di un flusso cedolare sicuro e costante nel tempo li rende in realtà affini agli strumenti del reddito fisso; è ragionevole quindi considerarli omogenei con i mandati obbligazionari”.

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