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Fondi misti: promossi e bocciati


Negli ultimi anni l’interesse degli investitori per i fondi misti è aumentato esponenzialmente a livello europeo. Gli afflussi netti che questo tipo di strategie hanno registrato sono stati notevoli, sebbene non si possa dire lo stesso dei risultati raggiunti negli ultimi dieci anni. In linea di massima, infatti, sono stati particolarmente contenuti tanto da impedire ai fondi misti di battere gli indici di riferimento. È quanto rivela uno studio realizzato a livello europeo da Jocelyn Jovène, redattore finanziario di Morningstar, che dimostra che, indipendentemente dall’asset allocation (conservative, moderate, aggressive o flexible), i rendimenti nel lungo termine hanno registrato un peggior comportamento cronico rispetto ai loro benchmark.

È il caso dei fondi misti conservative dal 2007. Dall’inizio della crisi finanziaria non hanno avuto particolare successo. In media, rispetto all’indice di riferimento sono calati di più negli anni di correzione e aumentati di meno in quelli di ripresa. Solo nell'anno 2006 hanno sovraperformato il benchmark. Neanche i risultati dei fondi moderati sono stati particolarmente migliori. Nel 2008 sono riusciti a registrare un calo inferiore a quello dell’indice ma da quel momento non si sono rivelati all’altezza dei rendimenti generati dal benchmark. È accaduta esattamente la stessa cosa ai fondi misti aggressivi. Nell’anno della grande crisi dei mercati hanno registrato risultati leggermente migliori del benchmark, un dato che poi è cambiato negli anni posteriori. Un comportamento analogo è stato registrato dai misti flessibili.

In tutti i casi, è sorprendente notare quanto terreno abbiano perso i fondi misti rispetto ai relativi indici durante gli anni dei mercati rialzisti. Secondo Jovène, ciò è dovuto al fatto che questi anni sono stati caratterizzati da fasi di alta volatilità e da veloci cambiamenti nelle decisioni di allocazione degli investitori, battezzati “RORO” (risk on – risk off), uno scenario di mercato che si è mantenuto fino a oggi e che non li ha di certo favoriti. “È difficile navigare in un contesto di questo tipo, specialmente quando si devono costruire posizioni sostenibili. Prevedere i cambiamenti nella politica monetaria è diventato un gioco particolarmente complesso. Ricordiamo che alla fine dell’anno 2013, caratterizzato dal taper tantrum, il consenso si aspettava un aumento sostenibile dei tassi di interesse che nella realtà non si verificò”. Tuttavia, in mezzo a tanta mediocrità, alcuni gestori hanno raggiunto risultati particolarmente positivi grazie alle proprie strategie.

Con i dati di Morningstar, abbiamo selezionato tutti i fondi disponibili alla vendita in Italia con accesso retail (investimento minimo iniziale non superiore ai 10 mila euro) per fare un ranking dei prodotti che hanno registrato una perfomance migliore. Sono state considerate solo le primary share class. I dati di rendimento sono espressi in euro e aggiornati al 25 ottobre 2016. 

Nome del fondo Società di gestione Rendimento annualizzato a 10 anni (%)
R Valor C EUR Rothschild & Cie Gestion 7,75
Invesco Asia Balanced A Inc Invesco Management  6,66
Invesco Pan European Hi Inc E Acc Invesco Management 6,60
Janus Balanced A USD Janus Capital International Ltd 6,48
First Eagle Amundi International AU-C Amundi Luxembourg  5,99
Etica Bilanciato R Etica SGR SpA 5,78
MFS Meridian Global Total Return A2 USD MFS Meridian Funds 5,74
Deutsche Invest I Multi Opps LC Deutsche Asset Management  5,58
BGF Global Allocation A2 BlackRock (Luxembourg) 5,50
OYSTER Mlt-Asst Inflation Shld R USD SYZ Asset Management (Luxembourg) 5,47
Carmignac Patrimoine A EUR Acc Carmignac Gestion 5,47
UBS (Lux) SF Yield (CHF) Q-acc UBS Fund Management (Luxembourg) 5,37
Allianz Capital Plus CT EUR Allianz Global Investors GmbH 5,32
Threadneedle(Lux) Glb Ast Al W Threadneedle Management Luxembourg 5,28

Fonte: Morningstar Direct

 

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