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Fondi in Borsa: tutti i numeri da tenere a mente


"Siamo andati oltre le migliori aspettative" dice Silvia Bosoni, head of ETFs listing Italy di Borsa Italiana. Ad un anno dalla partenza della quotazione dei fondi d'investimento a Piazza Affari (il lancio il 1 dicembre 2014 e la prima quotazione il 24 febbraio 2015) i risultati e le prospettive sono ancora difficili da stilare, eppur qualcosa si muove. Se ne parla all'evento di Ascosim "La gestione di portafogli e la consulenza finanziaria nell'attuale contesto di mercato" a Palazzo Mezzanotte.
I tempi, si sa, sono stati lunghissimi, come anche le difficoltà burocratiche. Segno di una passiva resistenza da parte di molti intermediari, come reti e banche, che tendono a ostacolare l'acquisto dei prodotti da parte del cliente. Eppure, secondo Bosoni "quello che è stato negoziato ed è entrato è rimasto nei fondi". 

Oggi se ne contano 102, 18 gli emittenti, 429 i contratti per un asset under management di esattamente 49,35 milioni di euro. Cifre non certo spropositate, ma che danno il polso dell'attuale mercato dei fondi quotati. D'altronde "chi è abituato a negoziare ETF non ha remore a negoziare anche nei fondi aperti" sottolinea Silvia Bosoni, presentando tutte le informazioni pubblicate sul sito di Borsa Italiana, con annessa lista degli intermediari. Al momento sono 67 diretti: 25 italiani, 25 britannici, e gli altri suddivisi tra Francia, Spagna, Olanda, Irlanda, Svezia e Germania. A differenza degli ETF, i fondi aperti non sono quotati in continua e il prezzo è dato dal NAV, il valore ufficiale della quota che i fondi hanno ogni giorno e quindi non ci sono variazioni infragionaliere dei prezzi. Inoltre sia gli acquisti che le vendite avvengono allo stesso NAV.

Radiografia dei fondi quotati

Ma qual è la tipologia dei fondi negoziabili a Piazza Affari? Gianni Costan, amministratore delegato di FIDA snocciola qualche dato interessante: l'asset class più quotata, con il 33% appartiene al ritorno assoluto, poi c'è un 24% di fondi obbligazionari, un 23% di fondi azionari, un 18% di diversificati e un 2% di monetari. Tra le categoria invece dominano quelle più diffuse: azionari e obbligazionari globali e azionari e obbligazionari Europa. Dei 102 fondi presenti, più della metà (il 67%) ha domicilio in Lussemburgo, il 17% in Italia, il 15% in Irlanda e l'1% in Francia. Le società di gestione invece fanno spesso riferimento all'Italia, ma non mancano certo dei player internazionali. Anche se le SGR attualmente presenti in Borsa Italiana hanno mediamente un numero di fondi inferiore (23) rispetto al mercato nel suo complesso. Insomma il mercato dei fondi quotati è ancora piccolo.


Fonte: FIDA

 

Bassi costi

La variabile commissionale dei fondi quotati è poi determinante. “Analizzando tutti i comparti operativi sul segmento ETFPlus", spiega Costan " abbiamo notato che le commissioni di gestione si riducono in maniera rilevante e si avvicinano a quelle riservate agli investitori istituzionali.


Fonte:FIDA

I vantaggi commissionali sono importanti in tutte le tipologie di prodotti ma sono massimi nei prodotti azionari.


Fonte:FIDA

Le commissioni di gestione si collocano ad un livello intermedio tra i prodotti non quotati e gli ETF. Anche i costi di transazione sono pari a quelli degli ETF".


Fonte:FIDA

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