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Fondi EuVECA ed EuSEF: la Commissione propone di ampliarli a tutte le SGR


Anche i gestori di fondi più grandi, i cui asset gestiti superano i 500 milioni di euro e autorizzati dalla direttiva AIFMD, potranno commercializzare e gestire fondi europei per il venture capital (European Venture Capital Funds, EuVECA) e i fondi europei per l’imprenditoria sociale (European Social Entrepreneurship Funds, EuSEF). Questa la proposta che la Commissione Europea ha presentato al Parlamento e al Consiglio giovedì scorso per essere adottata secondo la procedura di codecisione. La proposta della Commissione si iscrive in un processo di revisione cui sono stati sottoposti i due Regolamenti che disciplinano entrambi i prodotti dal 2013. Il riesame generale previsto per il 2017 è stato anticipato al 2015 con l’apertura di una consultazione pubblica di fronte al malcontento di buona parte dell’industria nei confronti della normativa. Oltre all’ampliamento della gamma dei possibili gestori, la Commissione propone anche di ingrandire la lista di attività/imprese ammissibili per gli EuVECA e di proibire allo Stato membro ospitante di imporre il pagamento di diritti per snellire e ridurre i costi della commercializzazione transfrontaliera di EuVECA ed EuSEF.

Stando alle conclusioni della consultazione aperta nel 2015, la Commissione ha ritenuto necessario ampliare la gamma di gestori autorizzati alla vendita e alla gestione di EuVECA ed EuSEF per includere anche i grandi gestori secondo quanto stabilito dall’articolo 6 della Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi. La proposta evidenzia che la possibilità da parte dei gestori FIA di proporre una gamma di prodotti completa sia ai clienti del proprio Paese che a quelli di altri Stati membri aumenterà la penetrazione globale degli EuVECA ed EuSEF. I gestori dovranno continuare a rispettare i requisiti stabiliti dalla direttiva AIFM e le norme specifiche dei regolamenti delle nuove etichette che potranno vendere.

Per quanto riguarda le attività ammissibili, la Commissione ritiene debba essere possibile consentire agli EuVECA di investire in piccole imprese a media capitalizzazione e in PMI quotate sui mercati di crescita per questo tipo di imprese. La speranza è che ciò consenta a più imprese di fruire degli investimenti del capitale di rischio, rendendoli più attraenti grazie a una maggiore diversificazione del rischio. In pratica, la proposta autorizza gli investimenti in imprese che abbiano fino a 499 dipendenti.

Per quanto concerne gli investitori, sebbene sia stata presa in considerazione la possibilità di abbassare la soglia minima di investimento attuale di 100.000 euro, alla fine è rimasta invariata poiché un importo inferiore potrebbe comportare rischi importanti per la protezione degli investitori. Rispetto alla riduzione dei costi, la proposta vieta espressamente il pagamento di diritti che alcuni Stati membri ospitanti stanno imponendo, semplificando così le procedure di registrazione.

Queste riforme fanno parte di una serie di misure che la Commissione Europea sta adottando per stimolare il capitale di rischio in Europa e che prevedono anche il sostegno del bilancio dell’UE per attrarre i capitali dei grandi investitori istituzionali attraverso un fondo di fondi paneuropeo di venture capital e la promozione delle migliori pratiche in materia di incentivazioni fiscali del capitale di rischio a livello nazionale per stimolare gli investimenti nelle PMI e nelle imprese in fase di avviamento. La Commissione Europea presterà anche assistenza tecnica agli Stati membri che vorranno fomentare la raccolta di fondi sul mercato, includendo anche il capitale di rischio.

Per Jonathan Hill l’annuncio di queste misure è stato il suo ultimo atto in qualità di commissario. “Sono lieto che il mio ultimo atto in veste di commissario sia annunciare misure che rafforzeranno i mercati europei del capitale di rischio. È necessario che le imprese europee dispongano di una gamma più ampia di opzioni di finanziamento e che siano in grado di attrarre investimenti di cui l’UE ha bisogno. È un passo avanti verso la creazione dell’Unione dei mercati di capitali”, ha dichiarato. Dal canto suo, Jyrki Katainen, responsabile per l'occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato che queste misure eliminano “un altro ostacolo agli investimenti nell’UE, uno degli obiettivi fondamentali del piano di investimenti per l’Europa. Le tre modifiche apportate permetteranno a un maggior numero di PMI di avere accesso al finanziamento vitale necessario per il loro sviluppo”.

Per visualizzare la proposta della Commissione Europea, clicca qui (inglese). 

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La proposta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Consiglio e del Parlamento Europeo. Saranno avvantaggiati i gestori con solidi supporti di analisi e gestione del rischio, capaci di produrre un rating interno a costi bassi, mantenendo un profilo commissionale allettante per il compratore. Parla Raffaele Zenti, confondatore del roboadvisor AdviseOnly.

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