Fondi disegnati per generare reddito (I): strategie a confronto


Il perdurante contesto di tassi di interesse prossimi allo zero ha spinto gli investitori, specie quelli italiani abituati tradizionalmente a investire in titoli di stato con cedole generose, a cercare nuove forme di investimento che rispondano all’esigenza di incassare un rendimento costante. Funds People ha chiesto alle società di gestione che operano in Italia, quali soluzioni stanno offrendo per rispondere a questa esigenza. In questo primo articolo sul tema, vengono analizzate le strategie alternative.

"In uno scenario caratterizzato da tassi di interesse vicino allo zero, i famosi fondi a cedola hanno vita dura e per ottenere la cedola da distribuire agli investitori, si fa ricorso spesso ad alchimie contabili", confessa Marco Peri, country head di La Française. La società offre ai propri clienti una strategia absolute return, investendo nell’immobiliare quotato. Il fondo in questione si chiama La Française LUX - Forum Global REITS Income ed investe nell’immobiliare quotato (GRES - Global Real Estate Securities). Gli obiettivi principali sono tre: ottenere una performance annua di circa l’8%, gestire una volatilità tra il 6% e l’8% (ad oggi la volatilità si attesta attorno al 5%) e distribuire una cedola di circa il 4.5% su base annua (pagata trimestralmente). Per la natura stessa del sottostante, il fondo è in grado di generare rendimento proveniente dagli affitti incassati, "risulta quindi essere un ottimo strumento di reddito in alternativa all’obbligazionario classico", spiega Peri. E continua "I GRES non sono da considerarsi come alternativa all’investimento immobiliare diretto, bensì un valido complemento. I rendimenti attesi sono a doppia cifra ma possono generare anche molta volatilità. Per questo abbiamo voluto creare un fondo che implementa strategie Long/Short e di copertura con l’obiettivo di ridurre le perdite in fasi di mercato turbolente senza rinunciare ai possibili rialzi".

A puntare su strategie absolute return è anche Banor Sicav. Infatti nell’attuale congiuntura finanziaria, caratterizzata da tassi molto bassi e da spiacevoli episodi di volatilità, "anche in campo obbligazionario l’offerta di prodotti absolute return risulta gradita tanto all’investitore privato che alla platea istituzionale", commenta Francesco Castelli, gestore del fondo Banor Sicav - Euro Bond Absolute Return. "La possibilità di ricevere una cedola è apprezzata dai privati, che possono passare dal risparmio amministrato al gestito continuando a ricevere un reddito costante (che molti fondi non offrono). D’altra parte, alcuni istituzionali (come le assicurazioni) sono oggi alla disperata ricerca di fonti di reddito costanti e più attraenti dei titoli governativi (il cui rendimento cedolare è oggi insufficiente)". E aggiunge che trattandosi di un prodotto obbligazionario, "puntiamo a una grande diversificazione, sia per emittente che per settore, per contenere al massimo la volatilità e proteggere al meglio il capitale della nostra clientela. Inoltre, pur offrendo un rendimento attraente, la nostra esposizione al rischio tasso è molto contenuta: in linea di principio, non eccediamo mai i tre anni di duration. Il nostro lavoro di analisi ci consente di incassare rendimenti soddisfacenti derivanti dallo spread di credito del portafoglio e non dall’eccessiva duration".

"I nostri fondi non prevedono lo stacco di cedole, tuttavia, data la regolarità della performance e la prudenza della gestione, possono essere assimilati a prodotti di rendimento di tipo obbligazionario poco rischiosi", dice Vincent Peyrafitte, business manager per il Sud Europa di Exane AM. "Si tratta di fondi long/short equity market neutral con l'obiettivo di fornire performance regolari e proteggere al massimo il capitale dei nostri clienti neutralizzando il rischio di esposizione all'andamento dei mercati finanziari oppure i rischi macroeconomici. Cristal, il nostro fondo UCITS long/short market neutral generale ha un rendimento che si colloca intorno al 4% mentre Pleiade Performance, il nostro fondo più dinamico, al 6% circa". Peyrafitte sottinea che "stiamo continuamente investendo sulle persone (abbiamo assunto 3 nuovi analisti settoriali nel corso del primo semestre 2015) con il doppio obiettivo di mantenere e possibilmente incrementare la qualità della gestione. Nonostante questi investimenti e gli altri che faremo, dovremo sempre limitare il patrimonio da noi gestito al fine di non perdere la nostra agilità che in passato ci ha sempre consentito di preservare il capitale dei nostri clienti, soprattutto negli anni 2008 e 2011. Siamo molto attenti a mantenere soluzioni che generano buoni risultati per i nostri clienti, gestiamo attivamente la capacità dei nostri fondi tramite soft close che dipendono dalla liquidità dell'universo di specializzazione del gestore e dal suo stile di gestione", conclude.

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