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Fondi comuni al posto di BTP e bond bancari


Anche il secondo trimestre 2015 si apre all'insegna della raccolta netta. E la spinta arriva come sempre dai fondi aperti che hanno superato abbondantemente, alla fine di aprile i 50 miliardi di euro di flussi positivi. A rivelarlo i dati diffusi dall'Ufficio Studi di Assogestioni e relativi al quarto mese dell'anno che si è chiuso con 15,8 miliardi di raccolta e oltre 1.735 miliardi di patrimonio totale gestito. Il grosso dei flussi sono confluiti dei fondi aperti (11,6 miliardi) che portano i propri asset oltre gli 824 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio raccolgono oltre 4 miliardi di euro e vedono il patrimonio complessivo superare quota 911 miliardi. Dall'inizio dell'anno l'industria monitorata da Assogestioni ha superato i 71 miliardi di raccolta, di cui 20,9 sono stati indirizzati in fondi di lungo termine flessibili, 16 in prodotti obbligazionari e 20,8 in gestioni di portafoglio. 

Questo trend è confermato dalla Relazione annuale della Banca d'Italia in cui si legge che nelle scelte di investimento,  le famiglie italiane hanno sostituito BTP e bond bancari con i prodotti del risparmio gestito.  I risparmiatori italiani, infatti  sono tornati ad investire nei fondi comuni dopo anni dominati dalla passione per BOT e BTP. Tra il 2013 e il 2014 i flussi dei fondi comuni sono passati da 27 a 56 miliardi di euro mentre i titoli obbligazionari hanno fatto i conti con deflussi superiori ai 123 miliardi. 

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