Fondersel P.M.I. : il valore è nelle small e mid cap


I gestori dei fondi che investono in azioni del Belpaese continuano a far meglio dei principali indici e dei replicanti del settore.  Queste le conclusioni di uno studio di Morningstar, pubblicato lo scorso febbraio e focalizzato sugli azionari italiani, secondo il quale il Belpaese è stato tra le migliori Borse a livello globale nel 2015, trainato proprio dal settore finanziario e dalle small e mid caps. Tra i migliori fondi che hanno ottenuto maggiori rendimenti lo scorso anno ci siano proprio quelli che hanno focalizzato le proprie strategie sulle PMI italiane. Tra questi, con cinque stelle e altrettanti globi, un analist rating Bronze di Morningstar ed un posto nella classifica dei fondi Consistenti di Funds People troviamo il fondo Fondersel P.M.I che dopo due anni consecutivi in lizza, quest’anno si è aggiudicato anche il premio come miglior fondo azionario italiano. Da gennaio 2013 è guidato da Marco Nascimbene (in Ersel AM dal 1996, già responsabile del comparto da ottobre 2008) e Carlo De Vanna, a seguito della fusione per incorporazione di Fondersel Italia e del contestuale cambio di benchmark. L’acronimo ‘P.M.I.’ sta adesso per ‘Portafoglio Mercato Italia’, e il nuovo indice di riferimento (50% FTSE Mib + 50% FTSE Italia MidCap) caratterizza questo comparto per il suo sovrappeso strutturale sulle società a bassa capitalizzazione. È proprio nelle small e mid cap italiane che i gestori credono che ci sia valore. Il portafoglio del Fondersel P.M.I. è composto da circa 90 titoli, classificati in due gruppi: i titoli di grandi società e le azioni di piccole e medie imprese. Una differenza incarnata nell’indice di Borsa italiana, formato per l’85% da grandi compagnie con forte esposizione al mercato interno , e da un 15% di mid e small caps, vero obiettivo  dei gestori.

Opportunità su Piazza Affari

“Si può aumentare l’esposizione al settore bancario in occasione degli aumenti di capitale, soprattutto nell’ambito della prima aggregazione, se portata avanti, nel settore delle popolari. Poi, sicuramente resta interessante il settore industriale, in Italia abbiamo molte società che sono leader nel loro settore di appartenenza, e che lo saranno anche in futuro”, spiega Nascimbene in una intervista rilasciata a Morningstar a margine della cerimonia di consegna degli Awards. E continua: “Senza dimenticare che sul mercato italiano ci sono state molte operazione di M&A (fusioni e acquisizioni, ndr) e questo può avvenire anche nei prossimi anni, visto che tante aziende italiane sono interessanti a livello globale. Per ultimo, citerei anche il fatto che ci sono numerose società che offrono dividendi molto interessanti soprattutto in questo contesto di tassi, con dividendi ripetibili nei prossimi anni, non dovuti a eventi straordinari”.

I gestori si propongono di aggiungere valore attraverso un numero piuttosto elevato e variabile di scostamenti dall’indice, generalmente inferiori ai 300 punti base, con un orizzonte temporale di breve termine. Il livello di gestione attiva è dunque relativamente contenuto e sono frequenti gli aggiustamenti, come dimostra l’elevato turnover (vicino o al di sopra del 300%). Inoltre, viene gestita tatticamente l’esposizione azionaria netta, normalmente nell’intervallo 95-105% dell’attivo, tramite derivati. Il benchmark utilizzato implica un sovrappeso strutturale sulle small e mid cap italiane rispetto ad altri fondi della categoria (72% circa rispetto al 42% della media dei concorrenti a fine agosto 2015).

Nascimbene per il resto dell’anno, dopo una prima parte difficile, prevede un andamento di recupero per due motivi: "con gli aumenti di capitale attesi nei prossimi mesi nel settore bancario, con magari anche una soluzione di sistema di cui si è parlato in questi giorni, con la creazione di una 'bad bank' per la gestione delle sofferenze e anche di aiuto per la sottoscrizione degli aumenti di capitale, in particolare per le banche più in difficoltà che sono le venete, questo potrà portare a un recupero del settore che pesa molto sul listino. Inoltre possiamo dire che l’economia europea e italiana, anche se con tassi di crescita non certo spettacolari, stanno dando buoni segnali e quindi sostengono quelli che sono i fondamentali delle aziende".

 

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