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Fixed income, ecco chi riesce a fare performance e perché


I fondi obbligazionari continuano a essere i preferiti dagli investitori. In Italia, secondo gli ultimi dati Assogestioni, la categoria ha attratto 3,2 miliardi portando il totale da inizio anno a 16,2 miliardi, mentre gli azionari hanno chiuso il mese con 2,5 miliardi, pari a 6,7 miliardi da gennaio. Il primo per rendimento a un anno nelle categorie obbligazionari flessibili in euro c’è il fondo gestito da Maurizio Vitolo e Enrico Vaccari Consultinvest High Yield A2 che, a un anno, ha segnato una super performance pari a +13,17% (le masse in gestione sono pari a circa 100 milioni di euro). Il fondo scommette molto su Italia e mercati emergenti. All’interno del portafoglio l’esposizione all’Italia è ancora molto forte (17%) prevalentemente sul BTP e su qualche corporate e “stiamo acquistando da poco tempo Portogallo e Grecia”, spiega il gestore Maurizio Vitolo e, ai primi posti, sono presenti il debito governativo turco e anche un po’ di ETF, il PowerShares Emerging Markets Sov Dbt. Presente anche il debito di Venezuela, Argentina e Indonesia.

Continua Vitolo: “L’abbiamo chiamato high yield quando ancora non esisteva la categoria ma di high yield non ce ne sono. Questo è un fondo molto frazionato, ad alto rendimento e ad alta volatilità. Puntiamo a ridurre il rischio emittente tramite una forte diversificazione che c’è tra governativi e corporate sia di paesi sviluppati sia emergenti, il 60% è in euro e poco più del 40% in valute diverse, prevalentemente dollari. Abbiamo sempre lavorato su questa diversificazione tra asset tradizionali e non. La Russia è presente nei nostri portafogli e crediamo che la crisi sia destinata a ricomporsi. L’esposizione è quasi assente su Cina, India, Messico. Ovviamente, maggiore è il rischio di credito, minore il peso dell’emittente”.

In generale, secondo gli esperti, i flussi verso i fondi obbligazionari sono destinati a continuare. Un trend importante è la crescente attenzione per i mandati flessibili che sono meno legati a un benchmark. Le strategie di rendimento assoluto sono sempre più richieste da parte degli investitori in cerca di soluzioni nel reddito fisso. D’altronde non è una fase semplice per chi vuole acquistare bond a breve termine. Nell’ultima asta dei BOT a un anno il rendimento è sceso a un nuovo minimo storico dello 0,271% lordo rispetto allo 0,279% della precedente emissione. E secondo le case d’investimento i tassi in Europa resteranno ai minimi ancora a lungo.

Da una parte i dati positivi sull’occupazione negli Usa creano le premesse per un rialzo dei tassi, dall’altra in Europa lo spettro è quello della deflazione. La fase di politiche monetarie divergenti potrà quindi proseguire ancora a lungo e si tratterà di una transizione che non è facile da capire. Non c’è da stupirsi, quindi, che gli investitori siano alla ricerca di strategie flessibili. Spiega Alberto Ospite, responsabile gestione investimenti obbligazionari di Mediolanum Gestione Fondi e gestore del Mediolanum Flessibile Obbligazionario Globale L (da inizio anno +4,7%), un patrimonio di 2,8 miliardi di euro: “il comparto è globale, molto diversificato e flessibile. Ha sempre avuto esposizione sul debito emergente in dollari o in valuta locale coperta dal rischio cambio sia governativo sia corporate”. Sul fronte del debito societario high yield, tra Europa e Usa, il money manager preferisce la prima “sia per le politiche della Fed sia perché gli spread americani sono compressi e  tendono a non performare come in passato.

In generale, comunque, spaziamo in varie parti del mondo e questo permette di avere una base di investimento, per l’appunto, flessibile. Il fondo è coperto almeno al 70% Il rischio valutario complessivo, quindi, non è superiore al 30%. Usiamo derivati ai fini della copertura e i futures per la componente molto liquida del portafoglio. La nostra strategia è di puntare sia a una parte di aspettative di tassi sia di dati macro”. La vita dichiarata del fondo è di 7 anni ma la duration è intorno ai 2,5. E l’euroindebolimento? Prosegue: “ci viene a favore, buona parte dei titoli dei paesi emergenti sono in dollari e quindi l’apprezzamento fa solo bene. Una componente che ha aiutato il fondo nella sua performance è stato proprio l’andamento del dollaro nell’ultimo periodo”. L’esposizione ai governativi oggi è pari al 40% mentre il rimanente è corporate e la media del portafoglio è BB+. “Abbiamo cavalcato molto i periferici gli scorsi anni. Nell’ultima fase abbiamo preferito andare su paesi non europei anche se la componente corporate Italia è rimasta forte (8%). Abbiamo ridotto l’esposizione sul Portogallo dal 9% al 4%, la Grecia è al 2,5%. Siamo positivi su India, Messico, Colombia in valuta locale, Indonesia. Diminuito il Brasile, abbiamo un peso piuttosto alto (hedgiato completamente dal punto di vista del rischio cambio) sulla Russia ma abbiamo deciso di non incrementarlo”, conclude Ospite. 

I migliori fondi italiani obbligazionari flessibili euro

Nome del fondoRischio Morningstar (rel. categoria)Deviazione Standard a 3 anniYTD %1 Y ann. %3 Y ann. % 5 Y ann. %10 Y ann. %
Consultinvest High Yield A2Sopra la Media5,7110,6513,179,787,433,9
Gestielle Obbligazionario Corporate ASopra la Media7,695,558,5612,227,75,32
Consultinvest Valore A2Sopra la Media7,473,966,658,343,65-
Mediolanum Flessibile Obbligazionario Globale LMedio5,393,584,75,624,073,39
Arca Cedola Bond Paesi EmergentiMedio4,042,323,535,81--

Fonte: Morningstar al 23/09/2014.

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