Fitoussi, l’eccesso di austerità distrugge il capitale umano


L’Europa ha un doppio problema: il primo di democrazia, il secondo di dottrina. Gli USA? Sono il più grosso produttore di dottrina al mondo. Ma solo per uso esterno! Con questa battuta Jean-Paul Fitoussi, economista di fama mondiale, già esperto presso il Parlamento europeo, ha aperto le danze dell’evento romano targato Anasf, ConsulenTia 2015. “I governi cambiano ma non la politica. I partiti che non fanno mai quello per cui sono stati eletti pongono un grosso problema: quello democratico”, taglia corto. Ma perché succede questo? Risponde tagliente: “perché non hanno abbastanza potere. I cittadini credono di eleggere presidenti e invece eleggono governatori di provincia che non hanno potere monetario, fiscale o industriale. Di fatto, siamo Stati federati orfani di uno Stato federale. Insomma, per come siamo strutturati non possiamo raggiungere i nostri obiettivi”.

Intanto, i problemi geopolitici (tra terrorismo, Ucraina e Russia) sono i principali focolai di squilibrio per un eventuale prossimo shock dell’economia globale. E dice senza usare mezze misure che “l’Europa è troppo burocratica e contabile. Imporre sforzi macroscopici a Stati in grave difficoltà non funziona. L’eccesso di austerità non funziona: fa cadere la domanda e riduce il capitale privato. Fino a distruggere il capitale umano. È folle pensare di continuare ad avere tassi di disoccupazione così alti. Questo significa rinunciare alla produttività di una larghissima parte di forza lavoro per diminuire di una piccolissima percentuale il disavanzo pubblico. Gli Stati Uniti tra il 2011 e il 2012 hanno avuto un disavanzo al 12% che poi è stato ridotto dalla ripresa della crescita. L’Europa va in panico se supera il 3%! La virtù non ha nulla a che fare con l’economia. Con l’alibi di abbassare il debito pubblico stiamo distruggendo una gran parte dell’attivo dei Paesi”.

E la manovra di Draghi? “Draghi ha fatto cose originali e di rottura tanto che, proprio per questo, sta subendo un processo dalla Corte di Giustizia Europea. Ma la manovra non servirà dato che i governi, vincolati come sono dal fiscal compact e dal patto di stabilità, non possono investire. Quindi la liquidità finisce nelle riserve e non negli investimenti”. Il problema, in altre parole, non è tanto economico quanto politico. “È un errore concettuale pensare che la moneta unica bastasse. Prima nessun paese ricco poteva diventare insolvente mentre ora i governi sono diventati molto fragili proprio per come è stata costruita l’Europa. E io sono un’Europeista convinto! Ma abbiamo tolto la protezione delle singole banche centrali e abbiamo dato alla BCE la regola che uno stato non può essere salvato. Quindi non c’è solidarietà nella zona euro. L’Europa è orfana della politica”. Quali speranze ci sono a questo punto? L’economista dichiara: “non sono certo che qualcosa cambierà in Europa. L’apprezzamento del dollaro e l’abbassamento del prezzo del petrolio possono dare una spinta alla crescita europea. Bisognerebbe approfittare dell’abbassamento del tasso di cambio e costruire una vera politica industriale. Ma alla guida dell’Europa non c’è nessuno”. E Renzi? Conclude Fitoussi: “Il Jobs Act va bene in periodi di crescita ma non so come possa funzionare adesso. I posti di lavoro si creano se ci sono la domanda e la fiducia”. Conclude: “il problema adesso si pone in una dimensione più ampia. Vogliamo o no fare l’Europa?”

 

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