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FinecoBank, il ramo private è cresciuto per circa 20 miliardi


Saranno anche le condizioni di incertezza in cui viaggiano i mercati, sarà che tra i clienti aleggia una maggiore consapevolezza, sta di fatto che sta crescendo forte la richiesta di consulenza da parte della clientela, da quella retail a quella più facoltosa. Succede anche in casa FinecoBank, la banca multicanale del gruppo UniCredit, che ha chiuso il 2015 con una raccolta netta di 5,5 miliardi di euro, in aumento del 37% rispetto al 2014. Il gruppo, che continua a investire sull’innovazione digitale, ha visto crescere le masse nel segmento private, quasi senza accorgersene. E oggi i numeri sono davvero interessanti.

Fanno sapere dal gruppo che “nel private banking abbiamo al 31 dicembre 2015 masse per circa 20 miliardi sui 55,3 miliardi totali della banca. Il nostro patrimonio nel segmento PB è più che raddoppiato negli ultimi quattro anni, posizionando Fineco tra i più importanti player italiani”. Nel 2015 la banca ha acquisito 112mila nuovi clienti (+9% sul 2014), mentre nei primi due mesi del 2016 i nuovi clienti sono 23.700 (+15% anno su anno). Oggi i clienti totali di Fineco sono 1.067.400 al 29 febbraio 2016, di cui circa il 2% in soglia private.

Dal punto di vista dell’organigramma e dell’organizzazione interna, però, non c’è l’idea di scorporare un ramo private. Aggiungono: “Fineco non ha creato nella rete di oltre 2.600 personal financial advisor una struttura separata di private banking, ma ha individuato circa 170 wealth advisor in grado di contribuire allo sviluppo di servizi ad hoc per i clienti private e con il compito di diffondere la cultura del wealth management tra gli altri colleghi di rete”. Per la clientela private la banca si avvale della collaborazione con i principali studi professionali legali e tributari, come lo studio Russo De Rosa Associati, offrendo servizi di wealth management come il passaggio generazionale, l’asset protection e la pianificazione fiscale e previdenziale. E l’obiettivo, per il futuro, è quello di reclutare nuovi professionisti.

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Lo scenario più probabile è un aumento da 5,4 miliardi e insieme la vendita del 15% della banca online. Ma la partita è delicata dato che la banca on line porta molti margini e rinunciare a un pezzo implicherebbe una diluzione dell’utile per azione. Intanto gli occhi sono puntati sul dopo Ghizzoni.

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