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Finanziaria Internazionale, si punta alla specializzazione nei prodotti di risparmio gestito alternativi


Il tema private monopolizza il dibattito sul risparmio gestito. Non esiste operatore che non abbia ambiziosi piani sulla clientela dotata di più ampie disponibilità. Ecco cosa sta facendo Finanziaria Internazionale, che è appena diventata Banca, nelle parole dell’ad Andrea de Vido.

Nell’industria private cosa chiedono i clienti in questa fase e cosa proponete voi?

Senza dubbio il tema private monopolizza il dibattito sul risparmio gestito ma la nostra sensazione è che le istanze profonde dei clienti siano spesso lasciate in secondo piano rispetto alle esigenze in materia di prodotti delle grandi istituzioni. La clientela private invece, proprio per le sue caratteristiche, si presta difficilmente a essere inquadrata in schemi precostituiti e quindi richiede una assistenza taylor made in grado di soddisfare le sue istanze. Nella nostra esperienza le richieste che ci vengono sottoposte variano dall'assemblaggio di portafogli immunizzati alla strutturazione di combinazioni più aggressive in grado di essere generatori di ricchezza autonomi piuttosto che strumenti per la sua semplice conservazione. D’altra parte condizioni soggettive diverse, ad esempio patrimoni ereditati, o un’età matura, generano approcci all'investimento differenti da quelli che possono essere richiesti da imprenditori o professionisti con continua capacità di produzione di risorse addizionali consistenti.

Quali sono le strategie interessanti per la clientela dei grandi portafogli in questa fase di volatilità dei mercati?

Non credo che sia stata ancora interiorizzata la magnitudine della soluzione di continuità subita dall’economia e dai mercati finanziari in seguito allo scoppio della crisi finanziaria. Con il passare del tempo le condizioni "unconventional" applicate dalle Banche centrali non possono più essere considerate tali e le condizioni prevalenti che esse generano devono essere incorporate nelle scelte di portafoglio. Ormai le grandi opportunità offerte negli ultimi anni dal fixed Income e dall’equity non sono più perseguibili in modo indistinto e sorge la necessità di coniugare aspettative di rendimento adeguate con una decorrelazione dalla volatilità dei mercati. Obiettivo non semplice che noi riteniamo sia perseguibile con mix di investimenti e strategie absolute return indifferenti all’andamento dei mercati, la ricerca di asset trascurati e con un uso intelligente della leva finanziaria.

Cosa preparate per il 2015 sul mercato italiano?  

Nel 2015 ci presenteremo sul mercato con la nuova veste di Banca Finint per la quale abbiamo ottenuto recentissimamente l’autorizzazione da Banca d’Italia e nella quale sono confluite le attività del gruppo in area finanziaria come ad esempio la nostra SGR. Ciò ci consentirà di ampliare i servizi offerti per rispondere a tutte le esigenze in termini di risparmio, dall’investimento della liquidità, al risparmio amministrato e prodotti di terzi, alla area di specializzazione nei prodotti di risparmio gestito alternativi, che consideriamo il nostro punto di distinzione e di maggiore interesse viste le condizioni del ciclo dei mercati. Ad esempio, ritengo siano molto interessanti il fondo Finint Principal Finance 1 che incarna alcuni dei principi illustrati precedentemente: decorrelazione dai mercati, prevedibilità dei risultati investendo in asset illiquidi come ad esempio sofferenze, crediti verso lo Stato, tranche di cartolarizzazioni. Compie tre anni di vita dal suo lancio con oltre il 20% annuo di rendimento ed è un tipico esempio di sinergie tra le aree di expertise che contraddistinguono Banca Finint: l'area securitization, nella quale abbiamo oltre 20 anni di esperienza in ambiti come gli NPLs, che figurano nei piani di diversi operatori alle loro prime esperienze specifiche in un mercato ad alta peculiarità come quelle italiano.

Consulenza, tecnologia e fondi di economia reale. Quali sono le novità su cui sta lavorando l'industria? 

Sulla carta l’offerta dell'industria è totalmente indistinta. Capirne le differenze richiede un’analisi più attenta. Tutti vogliono offrire consulenza, tecnologia e quant'altro. Ricordo però che le condizioni sono difficili e credo che intuitivamente operatori di nicchia, che capitalizzino su specifiche, magari ristrette ma profonde, aree di expertise siano maggiormente in grado di offrire quelle conoscenze e conseguentemente quella consulenza che consenta di navigare i mercati in sicurezza e proficuamente. La tecnologia di oggi contribuisce ad allargare le possibilità: pensiamo al passato ed agli uffici studi che ricercavano ed accumulavano dati. Banca Finint si è sempre occupata di contribuire alla soluzione dei problemi finanziari dell’economia reale. Ricordo nel tempo la nostra attività di funding sulle pmi a favore del sistema bancario. Mutati i tempi, mutati gli strumenti.

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