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Facciamo tutti il tifo per l'occupazione USA


Gli investitori di tutto il mondo fanno il tifo per un’ulteriore crescita dell’occupazione in USA. Sì, perché lo S&P500, espresso in termini reali (rapportato all’indice CPI dei prezzi al consumo; linea blue, scala di destra) risulta inversamente correlato all’andamento del tasso di disoccupazione (US Unemployment rate, linea rossa, scala di sinistra rovesciata).

 


 

Se si accetta questa evidente correlazione inversa, ne consegue che lo sforzo deve dirigersi verso la previsione del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, perlomeno con riferimento ai mesi a noi più prossimi.

L’intento è agevolato dal sondaggio che mensilmente conduce ed elabora la NFIB, associazione delle “piccole imprese” USA: quelle che tipicamente producono la maggior parte delle nuove buste paga. Fra i vari quesiti sottoposti, ce n’è uno che riguarda la previsione di nuove assunzioni nei mesi successivi: l’ultimo sondaggio, reso noto proprio alcuni giorni fa, evidenzia come il 10% netto delle aziende preveda di espandere la manodopera.
È un dato rilevante, perché storicamente questo sondaggio anticipa di 6-7 mesi l’andamento del tasso di disoccupazione:

 

 

Pertanto, se pure il dato estremo di luglio (13% di aziende che valutano di espandere gli organici) si dimostrasse definitivo, ciò si tradurrebbe nella concreta possibilità che il tasso di disoccupazione in USA si riduca almeno fino all’inizio del prossimo anno. Il che, presumibilmente, non potrebbe non rendere felici gli investitori.

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