Evochiamo il mostro, per scacciarlo


Tutti i dati di fiducia delle imprese di aprile sono risultati inferiori alle attese. Tutti. Cina, Giappone, Germania, Francia, USA, la globalizzazione della delusione. È il caso di disperarsi? Riteniamo di no. È il caso di derubricare il fatto a rumore statistico ? Neppure.

I dati di aprile ci suggeriscono quanto segue:

(1) Il consenso sull'Eurozona si è ormai trasformato da ultra-pessimista a pretenzioso. La fase "ti piace vincere facile" è finita. D’ora in avanti le sorprese positive non arriveranno più gratis, andranno guadagnate. Questo vale per i dati macro, vale per le Borse.

(2) La debolezza USA di inizio anno non era legata solo a freddo o scioperi. Vivere con una valuta forte non è facile, neppure per gli USA. E non è facile tirare la carretta da soli. È  quanto mai urgente, anche per gli USA, che l'Europa faccia la sua parte per allargare la torta del PIL mondiale.

(3) Il resto del mondo non se la passa meglio. Non è sufficiente stampare un sacco di yen per crescere. Sta facendo bene il governo Cinese a dare stimolo all'economia perché il rallentamento è evidente.

Sono dati che ricordano che in giro per il mondo di crescita economica ancora c'è n'è poca. 
Ma ci sono giustificate aspettative e la consolazione che bassa crescita = moneta ultra facile (e/o exit strategy ultra-ultra-graduale). È un contesto in cui: i tassi di interesse dovrebbero ancora far fatica a salire, lo zero virgola sui mercati obbligazionari sembra destinato a durare e le Borse trovano sostegno nella liquidità e nella mancanza di alternative. Ma prima o poi potrebbero chiedere conto della crescita degli utili.

La globalizzazione della ripresa è l'evento che quest'anno non può deludere.Gli stimoli sono spinti al massimo, se la crescita globale non ri-parte quest'anno: we have a problem. Lo scorso anno il dato negativo del PIL italiano nel primo trimestre fu sottovalutato dai più, mentre era il segnale che l'Italia non era ancora uscita dalla recessione, che l'Eurozona aveva un passo di crescita molto deludente, che la ripresa mondiale sarebbe stata ancora molto fiacca.

Evochiamo il mostro, per scacciarlo. Guardiamo con attenzione ai dati di aprile, tutti deludenti, per esorcizzare il rischio di una vera nuova delusione. Ma è essenziale che i dati dei prossimi mesi certifichino l’avvenuta globalizzazione della ripresa, con l’aggancio dell’Eurozona e con l’instaurarsi di un circolo virtuoso almeno tra USA ed Europa. Magari già a partire dal dato di fiducia della imprese USA alternativo a quello pubblicato lo scorso 23 aprile. L'indagine ISM in agenda l’1 maggio. Il commercio mondiale ristagna dal 2012. Le aree emergenti stanno ancora “digerendo“ gli eccessi del passato. Per una vera globalizzazione della ripresa ci vorrà probabilmente tempo. Quest’anno sarebbe già tanto poter dire che l’Eurozona c’è !

 

 

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