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Europa raggiunge un accordo sulla UCITS V


Lo scorso martedí 25 di febbraio si è raggiunto un accordo per riformare la direttiva europea sui prodotti di investimento collettivo che dará vita agli UCITS V. Molte erano le voci che chiedevano un accordo prima delle elezioni europee di maggio, e alla fine  si è raggiunto. Il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno appoggiato la normativa sugli UCITS V , che pone particolare enfasi sulla responsabilità dei depositari.

Con lo scopo di evitare che si ripetano "gli abusi visti nell’epoca di Madoff ", Michael Barnier , il commissario del Mercato Interno, ha spiegato che l'accordo raggiunto andrà a beneficio degli investitori in quanto pone particolare interesse nella "custodia di attivi da parte del depositario". Per questo, verranno prese  misure per salvaguardare il patrimonio dell'investitore in situazioni di insolvenza di un depositario.

In base all'accordo raggiunto, i depositari saranno responsabili delle eventuali perdite degli attivi degli UCITS in loro custodia, mentre i clienti avranno anche il diritto di rivendicare nei confronti del depositario. Per quanto riguarda i soggetti eleggibili come depositari UCITS, potranno esserlo solo le banche centrali nazionali, gli enti creditizi e le imprese regolamentate con "capitale sufficiente e infrastrutture adeguate ". Secondo Barnier,  bisogna ricordare che "il quadro normativo UCITS è considerato come uno standard per la regolamentazione globale dei fondi e per questo è importante mantenerlo“. 

 

Caratteristiche della nuova direttiva

La modifica della nuova direttiva UCITS, nota come  UCITS V, entrerá in vigore entro la fine dell’attuale  legislazione europea, prima delle elezioni di maggio e comporterá l'allineamento del sistema di deposito della UCITS  con le disposizioni della direttiva dei gestori di fondi di investimento alternativi ( AIFMD ). 

In base a tale direttiva, il depositario deve avere una panoramica di tutti i beni posseduti dai fondi e, allo stesso tempo, esercitare un ruolo di vigilanza sull’attuazione della società di gestione. 
Questo indica che da un lato che il depositario deve avere in custodia tutti quegli attivi che sono idonei ad essere registrati in un conto titoli, cioè valori negoziabili o che possono essere consegnati fisicamente al depositario,  della cui perdita il depositario è responsabile, anche se tale perdita si verifica in un'altra entità che agisce come sub-depositario ed è tenuto in questo caso a sostituire i beni perduti . 

L' unico caso in cui il depositario è esente da responsabilità si verifica quando  egli puó dimostrare che la perdita è stata causata da una situazione esterna e al di fuori del suo ragionevole controllo.

Inoltre, per quanto riguarda i titoli non negoziabili e pertanto non soggetti a custodia,  come i derivati OTC o attivi immobiliari,  il depositario è obbligato ad avere in ogni momento un registro aggiornato degli asset di propprietá dei fondi e a verificare la proprietà degli stessi. In questi casi, la responsabilità dei depositari è limitata ai casi in cui si verifica negligenza da parte sua.

Infine, in base a questa  direttiva, il depositario deve esercitare un ruolo di vigilanza sul comportamento della società di gestione, verificando, per esempio, i metodi di calcolo del valore patrimoniale netto o controllando il rispetto dei limiti e dei coefficienti di investimento  previsti dalla legislazione nazionale o nel folletto informativo. In base alla direttiva,  il depositario deve aver stabilito una procedura di azione che consente, in caso di irregolarità, informare gli organi di controllo competenti delle infrazioni riscontrate.

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