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ETP, radiografia di un prodotto di successo


(Articolo tratto dal numero 12 di Funds People Italia, IV Trimestre 2016, a cura di Nicola Manfredelli, portfolio manager and ETF selector di Cordusio SIM SPA).

Gli ETP (Exchange-traded product) rappresentano una realtà consolidata e in continua crescita nel panorama degli strumenti finanziari, offrendo ottime alternative di investimento  grazie all’ampia copertura di asset class. Il numero dei prodotti quotati in Europa ha superato abbondantemente quota 2000 ed è in continua espansione. Il successo è dovuto soprattutto alla loro versatilità di impiego. Vengono infatti utilizzati non solamente nelle applicazioni di asset allocation tattica ma anche in quelle di asset allocation strategica. Alcune Istituzioni Finanziarie all’avanguardia hanno addirittura lanciato prodotti che investono prevalentemente in questi strumenti.

Il loro proliferare, tuttavia, richiede un’attenta analisi e comprensione; non  tutti gli ETP infatti sono uguali, per tale motivo si rende opportuna una seppur veloce disamina degli stessi.

Tipologie: ETP tradizionali

Gli ETF (Exchange-traded fund) sono fondi o SICAV a gestione passiva, a basse commissioni di gestione negoziati in borsa come le normali azioni. Hanno come unico obiettivo quello di replicare fedelmente l’andamento e quindi il rendimento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime. I punti di forza e di debolezza degli stessi sono sintetizzabili nella tabella seguente:

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEGLI 

Punti di forza Punti di debolezza
Accessibilità e flessibilità Rischi (es: mercato, valutario)
Diversificazione Spread bid/ask
Costi di gestione contenuti Assenza di selezione qualitative dei titoli
Liquità  
Trasparenza  
Distribuzione dividendi/cedole

 

Gli ETC (Exchange-traded commodities) sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di materie prime o di indici di materie prime. Offrono quindi  la possibilità di investire su una singola materia prima e quindi di ridurre al minimo il grado di diversificazione. Sono assimilabili ai titoli di debito.

Gli ETN (Exchange-traded notes) sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati che replicano passivamente la performance di sottostanti o indici diversi dalle materie prime o indici di materie prime come, ad esempio, indici di valute, indici azionari o obbligazionari.

Il criterio che distingue gli ETN dagli ETC è quindi esclusivamente da ricercarsi nella natura del sottostante: quando è una materia prima ci si riferisce agli ETC, in tutti gli altri casi ad un ETN.

ETF Smart Beta

Gli ETF Smart Beta rappresentano un’evoluzione delle metodologie d’indicizzazione tradizionali, avvicinando le strategie indicizzate a quelle attive. Offrono nuove opportunità di investimento alternative e complementari a quelle degli ETF tradizionali. Questi indici sono costruiti per individuare l’esposizione a fattori specifici (es. fattori di crescita o qualità) anziché limitarsi a ponderare i titoli in base alla capitalizzazione di mercato. Le strategie Smart Beta sono incentrate su regole di investimento chiare con costi che sono relativamente bassi, offrendo agli investitori una metodologia trasparente e flessibile.

La tabella sottostante mostra come essi si collochino a metà strada tra fondi passivi e attivi.

Collocazione

Esistono differenti strategie Smart Beta alcune delle quali sintetizzabili nella tabella seguente:

TIPOLOGIE DI SMART BETA

Strategia Obiettivo Di Investimento Ciclo Economico
Value Azioni sottovalutate in base ai fondamentali Fase di ripresa
Quality Azioni con bilanci solidi e utili stabili Fases di espansione/Fase di recessione
Momentum Azioni con recenti performance relative Fase di espansione
Size Azioni a più bassa capitalizzazione Fase di ripresa
Minimum Volatility Azioni con minore volatilità rispetto al benchmark di riferimento Fase di rallentamento/Fase di recessione
Dividends Azioni con alti e sostenibili dividendi Fase di rallentamento

 

Il loro impiego è diverso a seconda del ciclo economico in essere. Il grafico sintetizza il loro possibile utilizzo:

Ciclo-economico

Nell’ultimo anno sono cresciuti molto i volumi negoziati verso i prodotti Minimum Volatility; il perché è facilmente intuibile osservando il grafico. L’utilizzo delle strategie smart beta è legato anche a un tema di timing; questo rende il loro impiego non immediato e semplice. Alcuni emittenti di ETF  hanno creato ETF Smart Beta Multifactor che considerando un mix di questi fattori di indicizzazione con un ribilanciamento periodale possono offrire una giusta soluzione in periodi di incertezza.

Quotazione

Gli ETP sono quotati in Borsa e, quindi, negoziati e regolati esattamente come una quota azionaria. Tuttavia, a differenza di quest’ultima, in cui il prezzo e la liquidità sono determinate dalla domanda di un numero fisso di quote, il numero di ETP in emissione può essere aumentato o diminuito a seconda della domanda.

La contrattazione degli ETP avviene sia sul mercato primario che su quello secondario. Il mercato primario consente agli ETP di essere creati e riscattati attraverso un processo di creation e redemption in base alla domanda. Sul mercato secondario, gli ETP vengono negoziati in una Borsa valori in cui i market maker che sono operatori autorizzati possono acquistare o vendere ETP senza influenzarne il prezzo.

Come scegliere un ETF?

Scegliere un ETF non è affatto semplice. Prima di tutto occorre considerare che esistono ETF con una metodologia di replica del sottostante diversa, alcune di tipo fisico, altri di tipo ottimizzato  e  infine altri che fanno utilizzo di swap. La selezione dev’essere quindi accurata e rigorosa. Un ETF è solo la punta di un iceberg, occorre tener conto di una serie di importanti informazioni per individuare il miglior prodotto su cui investire.

Nella selezione, secondo il nostro punto di vista, se da un lato occorre analizzare parametri quali il costo, la performance e la rischiosità dello strumento,  dall’altro lato occorre invece andare ad analizzare il bid/ask spread e i volumi scambiati. È necessario verificare inoltre quelle che sono le caratteristiche specifiche dello strumento, informazioni reperibili nelle schede informative sempre più complete che gli emittenti mettono a disposizione. Dall’analisi di tutte queste informazioni verrà poi estrapolato lo strumento da inserire nell’ambito dell’asset allocation tattica o strategica.

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