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Etica SGR, il numero dei sottoscrittori è cresciuto del 72% da inizio anno


Il comparto dei fondi comuni socialmente responsabili sta vivendo un notevole boom e registra tassi di crescita ben superiori rispetto al mercato del risparmio gestito tradizionale, anche in seguito alla recente crisi e alla crescente diffidenza che i risparmiatori hanno maturato nei confronti di un sistema finanziario poco trasparente. Etica SGR, sogestione del risparmio costituita nel 2000 ed operativa dal febbraio del 2003, che istituisce e promuove esclusivamente fondi comuni di investimento socialmente responsabili, è tra le prime dieci entità italiane con maggiore entrate nel 2014. Nei primi 11 mesi dell’anno la raccolta netta è stata positiva per oltre 400 milioni di euro, contribuendo insieme al buon andamento delle performance dei fondi a portare le masse in gestione a 1,275 miliardi di euro (+63% da inizio anno). Il numero di clienti è salito a oltre 66.500 (+72% da inizio anno), e molti dei nuovi sottoscrittori hanno scelta la formula del PAC (piano di accumulo di capitale), strumento tipicamente associato al risparmio delle famiglie. 

"Quando i nostri fondi furono lanciati sul mercato, quasi dodici anni or sono, fu soprattutto la clientela retail a sceglierci e a sostenerci, spesso spinta da aspetti di carattere valoriale" spiega Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica SGR. "Una scelta che col tempo si è rivelata vincente, come dimostra una recente indagine di customer satisfaction che abbiamo condotto con Ispo: il 99% dei nostri clienti si dichiara infatti soddisfatto della propria scelta di investimento e consiglierebbe ad altri i nostri fondi. Oggi abbiamo oltre 66.500 clienti, un incremento del 72% da inizio anno e negli ultimi anni è cresciuta in modo importante anche la clientela istituzionale, che vale oltre il 10% delle nostre masse gestite". 

E continua: "negli ultimi anni abbiamo investito molto nella formazione e nel supporto delle reti commerciali". I fondi di Etica SGR sono distribuiti da oltre 200 partner commerciali tra banche, reti di promotori e collocatori online. I distributori sono soprattutto banche popolari, come la capogruppo Banca Etica, banche di credito cooperativo e casse rurali, con un forte radicamento territoriale e un elevato livello di attenzione per lo sviluppo dell’economia reale nel rispetto dell’ambiente e dei diritti umani. "Per noi è, infatti, molto importante collaborare con chi abbia delle affinità valoriali con i principi della finanza etica", aggiunge Viscovi. "E il valore più importante in questi anni di crisi è quello legato al risparmio e alla sua capacità delle famiglie di tornare a risparmiare. Ora più che mai il binomio etica e finanza sta cominciando a emergere in tutta la sua rilevanza e si sta finalmente iniziando a capire che è di vitale importanza per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire".

Un aspetto importante da sottolineare è quello degli ottimi rendimenti. Studi recenti condotti dall’Università di Roma Tor Vergata hanno dimostrato che non vi è alcuna differenza sostanziale in termini di performance tra fondi etici e fondi tradizionali. Anzi, l’indagine che ha preso in esame un periodo di vent’anni (1992-2012), evidenzia come nelle fasi di crisi e di post-crisi siano solitamente i fondi socialmente responsabili a sovraperformare. "Un dato che reputiamo comprensibile, alla luce del doppio livello di analisi che caratterizza i fondi etici. Un driver di scelta in più per i risparmiatori. Vediamo un crescente e forte interesse anche da parte degli investitori istituzionali, sia perché spinti dalle richieste dal basso (gestioni patrimoniali, fondi pensione, fondi di fondi), sia per il buon profilo di rischio-rendimento dei fondi (fondazioni, tesorerie)" conclude.

 

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