Etica SGR, a settembre parte il nuovo fondo Etica Rendita Bilanciata


Gli investitori italiani si scoprono sostenibili. Tanto che il gruppo guidato da Alessandra Viscovi conta su un patrimonio gestito che ha superato 1,8 miliardi di euro. Il gestore delegato del prossimo comparto, che vedrà la luce a settembre, sarà Anima SGR. Ecco i progetti del gruppo.

A cosa si devono questi buoni risultati?

La nostra è una raccolta molto diversa da quella del resto del mondo e d’Europa perché da noi è la gente comune che ha dato una svolta importante. Sono stati i clienti a sensibilizzare la rete e non viceversa e a oggi ne abbiamo quasi 100mila. Quanto alla raccolta, siamo passati dai 700 milioni del 31 marzo 2014 a 1,850 miliardi del 30 aprile 2015. Attribuisco questo ottimo risultato al forte e costante lavoro di informazione e formazione sulle nostre reti (Banca Popolare di Milano, BPER e Banca Popolare di Sondrio) con cui abbiamo fatto un lavoro capillare. Inoltre abbiamo lavorato in maniera molto trasparente con la clientela e abbiamo investito su un sito che oggi è davvero user-friendly per far capire a tutti cosa significhino finanza etica e azionariato attivo. 

State organizzando anche eventi collaterali in occasione di Expo Milano…

Esatto. Il prossimo giovedì 11 giugno ci saremo, insieme al management di Anima SGR con lo spettacolo ‘Saluti Gente’ alla Cascina Triulza, con Simone Cristicchi come ospite. Ne facciamo poi un altro il 17 giugno nel Padiglione Società Civile sull’accesso al cibo e all’acqua. Ci sarà Laura Berry, DG di ICCR, il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri e un rappresentante di Amnesty International.

Ci descrive il vostro tipo di clientela?

Per lo più retail. E più della metà ha un PAC: 45mila clienti sono PAC quindi con investimenti mensili. Anche questo non è a caso perché abbiamo molto investito sul fatto che bisogna risparmiare. Mediamente si tratta di portafogli piccoli, intorno ai 30mila euro, i clienti investono con piccole quote ma costanti. Non abbiamo reclami dal 2007 e i nostri fondi non hanno commissioni di ingresso, né di uscita, né di performance. Inoltre siamo contenti perché anche la clientela istituzionale ci sta guardando con favore tanto che oggi pesa il 10% tra fondazioni bancarie come la Cassa di risparmio di Modena, qualche fondo pensione e alcune banche che investono per conto della loro tesoreria. È una modalità di investimento alternativa della loro liquidità. Si sta rilevando un ottimo strumento. 

Quanti fondi avete a oggi?

Abbiamo quattro fondi e partiremo con un quinto a metà settembre. L’ultimo che abbiamo lanciato è del 2007 ed è un azionario globale. Il prossimo sarà a metà tra il misto e il bilanciato, con un 30-40% di azionario, il resto obbligazionario. Ce lo chiede la rete, darà una cedola annuale e andrà a sostenere iniziative di crowdfunding. Si chiamerà Etica Rendita Bilanciata, il gestore delegato sarà sempre Anima SGR e vedrà la luce a settembre. Ci saranno tre classi: una con lo stacco della cedola, una istituzionale e una ad accumulazione. Noi inoltre abbiamo il bilancio integrato e siamo gli unici a farlo secondo le linee guida dove si unisce il bilancio civilistico fiscale assieme a quello di sostenibilità. Abbiamo misurato la carbon foot print e l’abbiamo compensata con la piantumazione di 500 alberi in Africa e in Sicilia.

Da chi siete distribuiti?

Siamo distribuiti in tutta Italia da oltre 200 collocatori tra banche, reti di promotori e collocatori online. In particolare presso le filiali o i consulenti di Banca Popolare Etica, Gruppo Banca Popolare di Milano, Gruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Casse Rurali Trentine, Banca Popolare dell’Alto Adige, Banca di Piacenza, Banca Carim, Valori e Finanza SIM, Online SIM, un ampio numero di Banche di Credito Cooperativo e WeBank.

Qual è la quota di mercato di Etica SGR in Italia?

Come investimenti etici siamo il primo player con una quota pari al 45% al 31 marzo 2015, secondo i dati Assogestioni. Dopo di noi ci sono Eurizon Capital col 21%, Pioneer col 12%, BNP Paribas con l’11%. 

Quali sono i mercati che vanno meglio in Europa sul fronte della sostenibilità?

Quelli francese, britannico e tedesco perché la normativa li aiuta e li sostiene. Noi non abbiamo nessun tipo di agevolazione né fiscale né di moral suasion. Più in generale, le persone si sono sensibilizzate sul tema dell’investimento responsabile. La proposta di revisione della Shareholder Rights Directive, in vigore dal 2007, dovrebbe aiutarci dato che impone agli asset manager e ai fondi pensione di portare avanti una politica di engagement con le società quotate con cui sono investiti su temi come la politica di retribuzione dei manager e le ricadute ambientali sulle aziende.

Oltre al lancio del nuovo fondo, state lavorando anche ad altro?

Sì. Stiamo lavorando per avere una sezione private sul sito web dove il singolo cliente può vedere ogni giorno la sua posizione. Dovrebbe partire nel secondo semestre del 2015. 

 

Professionisti
Società

Altre notizie correlate


Anterior 1
Anterior 1

Prossimi eventi