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ETF, l'evoluzione continua


L’industria degli ETF sta guadagnado sempre più terreno, non solo a livello mondiale ma anche in Italia, dove l’utilizzo di questi strumenti è in aumento. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato da Funds People a cui hanno partecipato una trentina di investitori istituzionali. 

I risultati evidenziano una chiara tendenza nell’utilizzo degli ETF per fare scommesse tattiche all’interno dei loro portafogli (82%) aumentando o riducendo il peso in determinate asset class in funzione della visione di mercato, mentre un 41% assicura di utilizzarli per parcheggiare la liquidità. Circa un terzo degli investitori ricorre agli ETF per guadagnare esposizione a strategie e mercati di nicchia.

I costi, un fattore chiave

La crescente esigenza di flessibilità nelle gestioni e l’utilità di poter montare o smontare posizioni con un occhio di attenzione a costi e diversificazione - oltreché di copertura di esposizioni di difficile accesso - hanno reso sempre più popolare questo strumento presso chi fa gestione attiva in modo professionale. 

Se in un primo momento questo trend ha riguardato soprattutto le esposizioni azionarie, negli ultimi anni è arrivato a coinvolgere anche l’asset class fixed income. Infatti, il contesto di mercato - per certi versi paradossale ma che si sta trasformando in una nuova normalità - ha reso molto difficile il lavoro di chi fa asset allocation obbligazionaria: i tassi ai minimi storici stanno portando un numero sempre più elevato di emissioni obbligazionarie in territorio negativo e impongono di avere grande attenzione per i costi e per l’efficienza degli strumenti che si inseriscono in portafoglio. 

“Ma non è solo una questione di costi”, afferma Simone Rosti, executive director, head UBS ETF Italy. E aggiunge. “Il vero valore aggiunto di questi strumenti è dato dalla somma delle loro peculiarità: ai costi contenuti vanno aggiunti l’elevata capacità di diversificazione e la rapida liquidabilità dello strumento”. 

L’86% degli investitori intervistati vede nel costo il maggior vantaggio nella scelta e nell’utilizzo di un fondo quotato. Molto apprezzati sono anche la qualità della replica e il basso tracking error. Altri aspetti particolarmente valorati da questa tipologia di clienti sono la quotazione in Borsa e la liquidità. Il 40% dei gestori e dei funds selector che hanno preso parte al sondaggio ha dichiarato di far utilizzo degli ETF da più di 10 anni e per i due terzi di loro, il grado di soddisfazione verso il prodotto è buono e per un 32% è eccellente. 

Processo di selezione

L’offerta di prodotto a disposizione degli investitori italiani è sempre più ampia e diversificata. All’interno del processo di selezione di uno specifico veicolo, ci sono diversi aspetti chiave da tener in conto per orientare la propria scelta verso un ETF o un altro. Spiega Rosti: “ciò che osserviamo è che i gestori stanno sviluppando sempre più la volontà e la capacità di selezionare gli ETF attraverso un’analisi approfondita, che prende in considerazione elementi quali tracking error/tracking difference, costi, liquidità e trasparenza del portafoglio”. 

Infatti, i risultati del sondaggio mostrano che in una scala da uno a cinque, il fattore più importante nella selezione è senza dubbio la liquidità (79%), seguita da come il fondo riprende la redditività dell’indice sottostante, ovvero dal tracking error e dal tracking difference (63%). Anche il provider del prodotto riveste molta importanza.

Prospettive

Guardando al futuro, è particolarmente importante sapere quali sono le intenzioni degli investitori italiani circa l’utilizzo che vogliono fare degli ETF. In questo senso, il 53% degli intervistati ammette che pensa aumentarne l’utilizzo nei prossimi 12 mesi, in particolare con un’esposizione alle Borse dei Paesi emergenti (68%) mentre il 53% ai mercati di reddito fisso sempre degli emergenti. Da sottolineare anche l’intenzione di aumentare il peso degli alternativi all’interno dei propri portafogli utilizzando questi strumenti. Inoltre, visto l’attuale contesto di mercato, molti investitori ritiene rilevante lo sviluppo degli ETF all’interno di aree come la bassa volatilità (32%),  sostenibilità e il momentum (26%).

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