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Ersel si riorganizza in attesa dell’arrivo della voluntary disclosure


Dopo aver rafforzato la sua presenza sulla piazza di Londra con l’arrivo, all’inizio dell’anno, di un manager di lunga esperienza, Andrea Nascè, Ersel si struttura in tema di voluntary disclosure bis. Così, il gruppo specializzato nel private banking e nel risparmio gestito di proprietà della famiglia Giubergia si sta riorganizzando con la presenza non solo di banker ma di consulenti, commercialisti e avvocati d’affari. Del resto, la nuova procedura di rimpatrio forzato potrebbe portare benefici ai vari gruppi italiani e al gruppo torinese che, dalla prima edizione della voluntary, aveva già intercettato 250 milioni di asset.

Intanto Ersel ha raggiunto complessivamente 14,4 miliardi in gestione, di cui 11,5 miliardi provenienti dal private banking, e continua a rafforzare la sua rete formata oggi da 50 professionisti. Ma non lo vuole fare in modo aggressivo, spiega il direttore generale Fabrizio Greco: “non intendiamo entrare nella campagna acquisti che ha tutta l’aria di essere una sorta di calciomercato dei private banker. Preferiamo sperimentare nuove strade di sviluppo”.

Si parla, infatti, di una crescita di 2 o 3 banker all’anno. “Il mercato è oneroso, c’è una forte concorrenza delle reti, alti costi di acquisizione e patti di non concorrenza vigenti. Per crescere al ritmo di 2-3 persone l’anno bisogna comunque incontrare una media di una cinquantina di persone tra cui scegliere. Stiamo comunque continuando a crescere”.

Nel 2016 sono entrati a Torino Alberto Bruno Brayda, che proviene da Bim e a Milano è arrivato Giuseppe Tudisco, che aveva lavorato in Schroders. E sempre a Torino è entrato, Paolo Comba con un’esperienza storica in Credit Suisse. Ma ora sono in atto nuovi canali di crescita. Il principale è il canale dei professionisti, avvocati d’affari e commercialisti, ma anche notai e boutique di consulenza, “per i quali stiamo sviluppando servizi dedicati”. Un esempio: sul tema successorio, la boutique torinese ha chiamato nella capogruppo Valeria Ferrero che, dopo un’esperienza pluriennale nel private banking del gruppo Unicredit, ha assunto a febbraio di quest’anno la carica di responsabile dell’ufficio dedicato allo sviluppo dell’attività con i professionisti. Inotre Ersel ha acquisito due fiduciarie, Simon e Nomen, che insieme alla storica fiduciaria del gruppo Fidersel permettono ora al gruppo di disporre di una ventina di professionisti, con circa 5,5 miliardi di asset fiduciari da gestire.

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