Equity, un prossimo trimestre più incerto


Commento a cura di Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti AM SIM.

Il primo semestre del 2017 si chiude all’insegna della positività sui mercati finanziari, confermando l’imprinting emerso a inizio anno, mantenendo in generale un clima generale di limitata incertezza e contenuta volatilità.

Il sostegno di fondo continua a dipendere dalla stabilità delle politiche monetarie che le differenti banche centrali stanno perseguendo, ma il ruolo delle stesse e gli impatti sui mercati gradualmente diminuiscono passando da “medicina necessaria” ad “integratore di forza”. L’elemento che oggi porta ad una minor dipendenza dagli stimoli monetari è certamente legato ai risultati positivi che pian piano giungono dal fronte dell’economia reale e che sono riflessi poi, in termini di aspettative, sulle principali Borse.

Il semestre ci consegna, quindi, un indice azionario mondiale in crescita (+7%) con gli Stati Uniti (S&P500 +8.2%) a ridosso dei massimi storici ma alle prese con la recente correzione del comparto tecnologico che allunga qualche dubbio in più circa la capacità di sostenere gli attuali livelli di quotazione. Anche il mercato Euro presenta risultati positivi compresi fra il +4.98% dell’Olanda ed il +11.68% della Spagna. In generale il semestre ha offerto delle buone opportunità di investimento ma con una selettività importante in grado di distinguere sensibilmente fra risultati premianti o meno.

Si passa, infatti, attraverso crescite superiori al 15% per i mercati asiatici, i temi tecnologici ed il settore healthcare, attraverso i limitati rialzi di Inghilterra (+2.38%), Brasile e Sud Africa, fino ad arrivare a conclusioni diametralmente opposte per il settore energy (-10.95%) o l’azionario russo (-15.82%) sui quali ha pesato l’evidente difficoltà del petrolio di recuperare valore.  L’oro nero resta decisamente sotto pressione da parte dei venditori (-12.96% brent da inizio anno) accompagnando le principali materie prime al ribasso. Solo l’oro resiste (+7.75%) seppur concludendo il semestre molto lontano dai massimi visti negli scorsi mesi.

Sul lato obbligazioni, nonostante un andamento inziale incerto, il saldo finale è sostanzialmente positivo con dati macroeconomici che hanno portato il rendimento dei treasuries americani vicino ai minimi da inizio anno, influenzando, negli ultimi mesi, anche la direzione del reddito fisso tedesco che tuttavia consegna risultati parzialmente negativi per gli investitori nel semestre.

Le vere sorprese per gli operatori sono arrivate soprattutto dal mercato valutario ed in particolare dai rapporti di cambio verso l’euro che ha ribaltato le aspettative dei più, marcando nuovi apprezzamenti sia verso il dollaro (+8.19%) che in generale nei confronti delle principali monete. Le prospettive di fondo restano positive con attese di crescita economica in miglioramento ed inflazione al rialzo, direzionata secondo le attese.

Tutti elementi a sostegno dei mercati azionari in logica di ciclo, sebbene per il trimestre entrante si profili qualche incertezza in più circa l’immediata prosecuzione del clima rialzista. In tal senso riteniamo che una eventuale correzione non rappresenti una vera e propria fuga dal rischio equity, ma resti limitata ad una rotazione qualitativa dei portafogli offrendosi dunque come una ottima opportunità di investimento. I principali mercati restano correlati come dinamica, tuttavia è atteso un miglioramento delle stime di crescita per i Paesi emergenti rispetto a quelli sviluppati, tra i quali misuriamo come probabile la continuazione del buon comportamento relativo dei mercati europei. Le possibilità che proseguano i segnali di sovrarendimento, in particolare dell’azionario euro, si materializzano come opportunità ad alto successo in una logica di medio periodo, grazie sia al momentum favorevole dell’economia che ad aspetti valutativi più attraenti con il sostegno potenziale di un settore bancario vicino alla definitiva risoluzione della crisi che da tempo lo accompagna.

Per il mese di luglio viene parzialmente ridotta, in logica prudenziale, l’esposizione azionaria a livello complessivo. Sul lato delle scelte qualitative gli asset rimangono maggiormente concentrati sui mercati sviluppati con un sostanziale bilanciamento fra le principali aree. Il peso della componente di selezione settoriale si riduce sensibilmente individuando per il trimestre entrante un posizionamento esclusivamente sul comparto delle materie prime. Sul frangente obbligazionario si mantiene un profilo prudenziale lasciando prevalenza alle tematiche a spread con duration in ogni caso contenuta.

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