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Ennio Doris, ci vuole una visione di lungo termine anche sul fixed income


“Oggi le banche e i titoli di stato, due certezze storiche per gli italiani, sono venute meno. Bisogna prendere atto che questo è un mondo nuovo e che bisogna cambiare approccio al mercato e al risparmio. Per anni gli italiani sono stati abituati a incassare buone cedole e non c’era l’esigenza di farsi affiancare da professionisti del risparmio. Ma ora i tassi sono a zero e bisogna andare su scadenze decennali anni per avere un 1,3% lordo. Ci vuole quindi una visione di più lungo termine anche sul mercato del fixed income e occorre prendere più rischio”. A parlare è Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, raggiunto durante il Salone del Risparmio di Milano.

E ha tenuto a precisare: “quella che stiamo vivendo è una crisi epocale dei mercati e dell’economia. Ma, mentre tutti i settori bancari degli altri Paesi sono entrati in crisi per operazioni finanziarie sbagliate o troppo aggressive, quello italiano è andato in crisi perché a essere andata in crisi è stata l’economia reale. Il sistema bancario è entrato in una spirale negativa perché finanziariamente troppo esposto con l’economia. Inoltre, non ha preso atto dei cambiamenti in corso e di quelli che verranno”. In altre parole, nel passato le banche guadagnavano dalle commissioni sui servizi e dal commercio sul denaro. Oggi è sparito più di metà del margine ma restano tutti i costi. A questo livello dei tassi, le banche non riescono a fare utili, oltre ad avere una grande fetta di prestiti in sofferenza. Bisogna cambiare i modelli di business. E investire in tecnologia”. Le banche, in altre parole, per penetrare altri mercati, conclude Doris “devono mettersi a occupare uno spazio tecnologico più che fisico”.  

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