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Engagement, la più evoluta strategia d'investimento responsabile


L'investimento sostenibile e responsabile (in inglese Sustainable and Responsible Investment, Sri) è un'asset class ancora di nicchia. Negli ultimi anni, però, la sua crescita si sta dimostrando particolarmente vivace e si sta trasformando in un fenomeno di dimensioni rilevanti. Si tratta di un mercato che si concentra, in particolare, tra gli investitori istituzionali e che si dimostra estremamente trasversale, interessando tutte le tradizionali asset class e approcci all’investimento. Di conseguenza, le caratteristiche dei prodotti sono molto varie. All'interno di questo settore, l’engagement, noto in Italia anche come azionariato attivo, è certamente una delle pratiche più evolute di investimento sostenibile e responsabile. FundsPeople ha chiesto ad Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr, di scattare una fotografia del mercato Sri, per poi soffermarsi sull'engagement, che si basa sull'attività di dialogo con il management delle società in cui si investe.

Quale sono le dimensioni del mercato Sri e quali le attese per il futuro?

La dimensione del mercato globale degli investimenti responsabili è oggi molto consistente: lo dimostrano i dati pubblicati da GSIA (Global Sustainable Alliance, la federazione internazionale dei forum regionali per la finanza sostenibile), secondo cui nel 2014, circa il 30% di tutti gli asset gestiti professionalmente a livello mondiale prevedevano l’utilizzo di criteri socio-ambientali. Il mercato principale si conferma quello Europeo (circa il 64% del totale), seguito dagli Stati Uniti (31%). Nell’ultimo biennio stiamo assistendo a un vero e proprio boom, con un tasso di crescita dei patrimoni in gestione a livello globale pari al 61% dal 2012 al 2014, con punte del 76% negli Stati Uniti.
La crescente sensibilità da parte degli investitori, unita alla maggiore qualità nella rendicontazione extra-finanziaria da parte delle aziende, ci rende ottimisti sul potenziale di crescita e consolidamento del mercato degli investimenti responsabili nel prossimo futuro.

Quali sono le principali caratteristiche dei vostri fondi e come stanno andando? Avete in programma il lancio di nuovi prodotti?

Attualmente la nostra società promuove quattro fondi di investimento caratterizzati da diversi profili rischio-rendimento, a partire da un fondo azionario internazionale, fino a un obbligazionario breve termine. La caratteristica di questi prodotti è quella di prevedere un rigoroso processo di selezione dei titoli basato su criteri socio-ambientali, oltre che a processi di engagement, cioè di dialogo con le società in cui investiamo. Per quanto riguarda i rendimenti, i nostri fondi sono in linea con il mercato e, anzi, le buone performance sono uno dei driver della crescita della raccolta. A completamento della gamma, abbiamo in previsione per il prossimo 14 settembre il lancio di un quinto fondo “Etica Rendita Bilanciata”, un bilanciato obbligazionario che prevederà un investimento massimo in azioni pari al 40% e una classe a distribuzione.

Quali sono le attività che caratterizzano l'investimento responsabile di Etica Sgr?

Il processo di analisi e selezione dei titoli dei nostri fondi è studiato in modo da garantire la massima trasparenza, salvaguardare l’indipendenza dei diversi attori coinvolti e valorizzarne al meglio le competenze. In una prima fase selezioniamo gli “universi investibili” delle imprese e degli stati attraverso un rigoroso sistema di valutazione socio-ambientale basato sull’analisi della governance, dell’impatto sociale e ambientale e del rispetto dei diritti umani. Ci affidiamo poi ad Anima Sgr per le attività di gestione finanziaria di portafoglio. Nelle società in cui investiamo pratichiamo inoltre processi di engagement per accompagnarle nel percorso di raggiungimento di una condotta più responsabile. I processi di selezione dell’universo investibile ed engagement sono certificati per il Sistema di Gestione della Qualità, nel rispetto dei requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2008.

In cosa consiste la strategia Sri basata sull’engagement?

L’engagement rappresenta la forma più evoluta dell’investimento responsabile in quanto presuppone un impegno costante e di lungo periodo da parte dell’investitore e una conoscenza approfondita dell’emittente. Questa pratica consiste nel dialogo con le imprese su temi legati alla sostenibilità, sia attraverso incontri periodici con il management, sia in sede di assemblea dei soci, dove in qualità  di investitori esercitiamo il diritto di voto, leggiamo interventi e sosteniamo mozioni. La collaborazione tra investitori è fondamentale per la buona riuscita delle attività di engagement. Per questa ragione la nostra società partecipa attivamente a diversi network internazionali volti a coordinare gli impegni degli investitori responsabili e ad amplificarne il potenziale di impatto.

Cosa significa essere azionisti attivi? Quando avete iniziato a muovervi in questa attività e quali sono i principali ambiti di questa pratica?  

Pratichiamo l’azionariato attivo da oltre 10 anni e da allora non abbiamo smesso di aumentare l’impegno in questa attività: nel corso del 2015 abbiamo partecipato, finora, alle assemblee di 21 imprese, sia italiane sia straniere, portando il nostro punto di vista di investitori responsabili. Quest’anno le tematiche principali su cui concentriamo la nostra attenzione sono l’alimentazione e l’ambiente. Nei nostri interventi evidenziamo però poi anche altri temi, quali il rispetto dei diritti umani, la rendicontazione socio-ambientale e le remunerazioni del top-management. In ogni caso, tutte le attività di engagement sono regolate da specifiche linee guida approvate dal cda. 

A livello globale ci sono delle stime di quanti sono gli investitori che adottano tale strategia e del loro peso in termini di Asset under Management? E in Italia?

A livello globale l’engagement su temi socio-ambientali è una delle pratiche di investimento responsabile più diffuse ed è praticato da investitori istituzionali che hanno in gestione un patrimonio totale di 7 mila miliardi di dollari. Il fenomeno è particolarmente sviluppato nel Nord Europa e nei Paesi anglosassoni, dove la cultura delle public companies è più sviluppata. In Italia i numeri sono più contenuti: si registra comunque un certo interesse da parte degli investitori istituzionali, che si avvicinano progressivamente al tema. Secondo il report 2014 redatto da Eurosif (il forum europeo per gli investimenti sostenibili) le masse in gestione in Italia si attestano a 54 miliardi di euro.
Per una diffusione ad ampio raggio dell’engagement anche nel nostro Paese è necessaria una crescita della consapevolezza riguardo i vantaggi economici derivanti da un comportamento aziendale sostenibile. L’allineamento degli interessi dell’impresa a quelli della società e dell’ambiente è infatti non solo una sfida ma anche un’opportunità. Il dialogo costruttivo con gli investitori non può quindi che apportare benefici in questo senso.

Etica Sgr è una delle prime società ad aver esercitato diritti di voto su questioni Esg, come si comportano i vostri competitor nei confronti di questa tematica?

Ci possiamo considerare i pionieri dell’engagement in Italia, ma non siamo gli unici a praticarlo: diversi investitori stanno iniziando a integrare le proprie politiche di voto anche con considerazioni socio-ambientale. Alcuni passi sono stati fatti anche a livello di autoregolamentazione, in particolare con i Principi Italiani di Stewardship di Assogestioni che costituiscono la base per la definizione di politiche specifiche per ogni società. Il percorso verso la pratica dell’engagement può avvenire in modo graduale, con un ampliamento progressivo dell’impegno dedicato a questa pratica. Etica Sgr, all’interno della propria gamma di offerta per investitori istituzionali, propone anche un servizio di consulenza sull’engagement personalizzato volto ad aiutare i clienti a dialogare in modo costruttivo con le imprese in cui investono.

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