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Ecco i dossier aperti nel mondo del gestito


In scia al consolidamento del settore bancario italiano, anche il risparmio gestito sta vivendo il suo risiko. Sul tavolo ci sono vari dossier aperti. Come quello che vede trattative in corso tra Schroders e Banca Leonardo in vista di una possibile alleanza. Secondo i rumor, infatti, il colosso del risparmio gestito e del private banking quotato a Londra potrebbe puntare all’acquisizione del 70% di Banca Leonardo, mentre il 30% resterebbe agli attuali azionisti. Adesso ci sarebbero le valutazioni in corso da parte di Banca d’Italia sull’operatività. E come la vicenda di Arca SGR che vede coinvolti alcuni asset manager che hanno presentato le proprie manifestazioni di interesse. Così Anima SGR ha presentato un’offerta non vincolante e la società di investimento americana Atlas Merchant Capital ha messo sul piatto un miliardo di euro.

C’è poi molto interesse intorno al dossier Banca Intermobiliare: la controllata torinese di Veneto Banca è da tempo alla ricerca di un nuovo proprietario. Purtroppo però il percorso si è rivelato particolarmente accidentato. Ma adesso, dopo il passo indietro di BSI, ci sarebbero altre realtà interessate e che si dicono in grado di rilanciare l’attività del gruppo. Una è Fideuram, la controllata di Intesa Sanpaolo attiva nel risparmio gestito. Non si capisce ancora se si tratti di una manifestazione di interesse o di una vera e propria offerta. Dal punto di vista industriale questa è un’operazione strategica che il mercato ha dimostrato di apprezzare e che porterebbe sinergie alla la società guidata da Paolo Molesini e presieduta da Matteo Colafrancesco

Fideuram nel 2015 ha completato il riassetto con l’incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Banking, dell’omonima società svizzera ISP Private Bank e di Sirefid, la fiduciaria di gruppo. Oggi i numeri del private banking sono cresciuti: 5.846 con un portafoglio medio pro capite di 32,3 milioni di euro, in crescita di 1,7 milioni rispetto allo scorso anno. Oltre a Fideuram, altri soggetti sarebbero a bussare alle porte di BIM. C’è l’ipotesi di un coinvolgimento della famiglia Segre, ex azionista di riferimento dell’istituto. 

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