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Ecco i 12 aspetti da tenere d'occhio nel prossimo semestre


Cosa succederà nei prossimi sei mesi?  Quali gli effetti del Brexit? Chi vincerà le elezioni americane? Cosa farnno le Banche centrali? A cercare di far luce sulle questioni più pressanti e i temi di investimento più provocatori per il resto del 2016, ci provano dodici esperti degli investimenti di Loomis Sayles (società di Natixis Global AM).

1. L’impatto della Brexit sull’Europa centrale e orientale

Secondo Darcie Sunnerberg, analista debito sovrano senior, “si prevede che l’incertezza derivante dalla Brexit incida sulla fiducia e sulla crescita nell’UE ed abbia ricadute in Europa centrale ed orientale. Secondo l'esperta "questa area è vulnerabile alla Brexit per diversi aspetti:mentre le esportazioni verso il Regno Unito sono significative, la ripercussione potenziale di gran lunga maggiore per gli scambi deriverebbe dalla conseguente debolezza in Germania e dalla crescita europea che ridurrebbe la domanda di esportazioni dell’Europa centro-orientale. Inoltre i fondi dell’UE sono stati fattori di crescita importanti in questa regione e quindi qualsiasi potenziale taglio al budget UE derivante dalla Brexit avrebbe un impatto negativo. In questo contesto incerto, la politica monetaria nell’Europa centro-orientale dovrebbe rimanere accomodante. Non escludiamo ulteriori tagli dei tassi e strumenti di politica non convenzionali.”

2. Azionario in chiaroscuro con le elezioni alle porte

“Prevediamo che la performance delle azioni sia determinata dalle notizie durante quella che probabilmente sarà un’estate agitata con un aumento dell’incertezza dovuta alla Brexit e alle elezioni statunitensi alle porte. Mi aspetto che arrivino nuovi massimi nell’S&P 500 nella seconda parte dell’anno o nella prima metà del 2017. Se le nostre valutazioni sugli utili in discesa sono corrette, allora i minimi visti precedentemente nell’anno possono rappresentare il punto più basso del 2016”, dice Richard Skaggs, stratega azionario senior.

3. Le banche globali offrono opportunità selezionate

Per il gestore di poratfoglio Scott Service,“da inizio anno il settore bancario ha registrato una performance inferiore a quella del mercato più ampio sulla base di quattro preoccupazioni principali: 1) l’impatto incerto della Brexit; 2) gli effetti dei tassi d’interesse negativi sulla redditività delle banche; 3) la crescita globale debole; 4) i problemi sulla qualità degli attivi collegati a energia e mercati emergenti. Nonostante questo, credo che l’universo bancario al momento offra un valore relativo interessante nel medio termine. I bilanci aziendali meno indebitati, grazie alle norme più rigide, gli standard di sottoscrizione più rigorosi e la riduzione di costi hanno ampiamente migliorato i coefficienti di capitale delle banche. I bilanci più solidi, una maggior attenzione ad attività meno rischiose e basate su commissioni (come la gestione di patrimoni), insieme alle valutazioni significativamente più interessanti dovute principalmente allo sconvolgimento causato dalla Brexit, stanno tutti a indicare che questo è un buon momento per cogliere alcune opportunità selezionate nelle banche globali.”

4. Veicoli elettrici: pronti al decollo?

“Anche se l’industria automobilistica continua a investire consistentemente nei veicoli elettrici e sta introducendo nuovi modelli ogni anno, è improbabile che vadano a rappresentare una parte significativa del mercato automobilistico statunitense fino al prossimo decennio inoltrato. Nel corso dei prossimi anni, la domanda probabilmente sarà attenuata dai prezzi elevati (rispetto ai motori tradizionali alimentati a benzina), dai bassi prezzi della benzina, da un numero limitato di postazioni di ricarica pubbliche e private, e anche dai timori dei consumatori sulla capacità della gamma di auto. Detto questo, credo che le vendite di auto elettriche accelereranno quando i loro prezzi saranno più moderati, la tecnologia sarà migliorata e quando sarà prontamente messa a disposizione un’infrastruttura di ricarica più diffusa”, spiega Steve Bocamazo, direttore associato di ricerca credito.

5. I consumi dei mercati emergenti guidano la domanda

Senco il gestore Elisabeth Colleran, “mentre aspettiamo segnali di stabilizzazione a livello globale nelle commodity e nel settore manifatturiero, continuiamo a cercare buone opportunità nell’universo dei consumi dei mercati emergenti. La solida crescita che si è verificata durante gli ultimi 20 anni ha contribuito a spostare i consumi in alto lungo la catena del valore, stimolando non solo la domanda di beni di consumo di prima necessità e di beni durevoli, ma addirittura modificando le preferenze alimentari e le attività di svago. Ho notato idee d’investimento interessanti nell’universo tradizionale dei consumi compresi i settori come alimentari e bevande, e nelle attività tradizionali legate all’economia reale al dettaglio, soprattutto in Messico dove l’andamento dell’occupazione e la fiducia dei consumatori sono positivi. Sono anche entusiasta per l’affermarsi dell’e-commerce nella maggior parte dei Paesi emergenti. La penetrazione della telefonia mobile sta fornendo ai consumatori un luogo da cui accedere al mercato online (consumi al dettaglio, viaggi, addirittura il settore immobiliare) e nello stesso tempo sta portando i servizi a fasce della popolazione “senza banche” (trasferimenti internazionali di denaro, pagamenti, prodotti di risparmio)”.

6. Il PIL globale e gli avanzi delle partite correnti

“Se il grafico seguente avesse un audio, sentiremmo un gran rumore di risucchio intorno alla Cina (seconda), al Giappone (terzo) e alla Germania (quarta), perché questi Paesi “risucchiano” la domanda dall’economia globale generando grandi avanzi delle partite correnti, afferma Tom Fahey, esperto senior di macro-strategie globali. Captura_de_pantalla_2016-07-18_a_las_14

"Questi avanzi riflettono la quantità di risparmi di questi Paesi, risparmi che devono essere presi a prestito e spesi da un’altra grande economia per mantenere in equilibrio la domanda aggregata. Con i tassi d’interesse mondiali così bassi, e addirittura negativi, sta diventando sempre più difficile trovare qualcuno disposto a prendere a prestito e spendere queste eccedenze di risparmio. Per stimolare la crescita globale, ci piacerebbe sicuramente vedere un maggior contributo in termini di domanda di importazioni da parte delle principali economie mondiali.”

7. L’e-commerce è qui

Per Rob Forker, specialista globale senior, “i tradizionali operatori al dettaglio hanno attraversato un brutto periodo con la concorrenza dell’offerta online. La colpa non può essere attribuita semplicemente al ciclo economico o al “tempo”: è un cambiamento dettato dai consumatori e a mio avviso è un cambiamento di carattere permanente. I consumatori hanno espresso la loro opinione e desiderano prezzi attraenti, offerte concrete, facilità d’acquisto (immagini, descrizioni accurate degli articoli, profili salvati, opinioni), possibilità di fare acquisti durante il tragitto al lavoro e nel tempo libero, nonché una consegna veloce e gratuita: tutti requisiti che sono sempre più soddisfatti dagli acquisti online. Ci aspettiamo che questa tendenza acceler”.

8. Il futuro appartiene all’energia rinnovabile

“Diverse grandi società europee del settore delle utility hanno recentemente svelato i propri piani strategici per i prossimi 3-4 anni, confermando il fatto che il futuro appartiene all’energia rinnovabile. La nostra ricerca mostra che la maggior parte delle società allocherà ai progetti rinnovabili, principalmente all’eolico, la quota principale dei piani d’investimento di spese capitali per la generazione di energia. Inoltre, per sostenere lo sviluppo dell’energia rinnovabile, saranno necessarie infrastrutture di rete più grandi e intelligenti. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che le fonti rinnovabili rappresenteranno l’80% degli investimenti globali nel settore dell’elettricità nel corso dei prossimi 25 anni”, spiega Spyros Katsaros, analista senior di ricerca credito.

9. Il dilemma sull’assicurazione della vita

“Come faranno le società di assicurazione sulla vita a far fronte alle garanzie sui loro prodotti sulla vita e sulla rendita con i tassi d’interesse costantemente bassi e la derivante pressione sui redditi da investimenti?", si chiede David Lapierre, analista senior di ricerca credito. "Nel corso degli ultimi anni, gli investimenti alternativi e gli hedge fund hanno fornito una soluzione ben accetta e hanno stimolato i redditi complessivi da investimenti. Vista una recente inversione di tendenza nella performance, alcuni team di gestione di società di assicurazione sulla vita hanno annunciato piani di riduzioni drastiche nelle loro allocazioni in investimenti alternativi. La maggior parte di questi team sta cercando di riallocare di nuovo in investimenti più tradizionali per le società di assicurazione sulla vita (obbligazioni societarie o prestiti immobiliari commerciali), anche se i rendimenti minori di queste attività tradizionali a minor rischio potrebbero comprimere ancora di più i margini delle assicurazioni sulla vita. Ciò potrebbe spingerle a caccia di altre attività più rischiose o a sacrificare la qualità del credito con la previsione di tassi più elevati che continua a essere rimandata vista la volatilità nelle previsioni macro.”

10. Agency MBS: possono avere una performance in linea con i Treasury

“La nostra previsione è cambiata rispetto all’inizio dell’anno: lo spread attuale in effetti compensa la rimborsabilità anticipata dei titoli garantiti da ipoteca (mortgage-backed securities, MBS) delle agenzie. Anche se gli spread degli Agency MBS si trovano a livelli storicamente ridotti, osserviamo un livello notevolmente basso della volatilità dello spread, visto il continuo reinvestimento da parte della Federal Reserve dei rimborsi dei MBS sempre in MBS delle agenzie. Dopo la Brexit, prevediamo che la Federal Reserve mantenga una politica accomodante sugli Agency MBS per tutto il 2017. Una combinazione di esaurimento e vincoli di capacità ha tenuto sotto controllo i rimborsi anticipati, malgrado la quota significativa di debitori con la capacità e l’incentivo a rifinanziarsi. A nostro avviso gli MBS delle agenzie avranno una performance in linea con i Treasury statunitensi per la parte restante dell’anno”, afferma Barath Sankaran, analista di attivi cartolarizzati.

11. Prestiti su petrolio e gas: le perdite delle banche statunitensi rimangono gestibili

Secondo l'analista senior di ricerca credito Elizabeth Schroeder, “il ritmo di deterioramento dei prestiti su petrolio e gas è accelerato durante il primo trimestre, proprio quando le autorità regolamentari stavano terminando il riesame delle loro condizioni. Tuttavia, le perdite sembrano gestibili, vista l’esposizione relativamente bassa che le banche hanno al settore petrolio/gas. Stiamo guardando con attenzione la possibilità di contagio ai prestiti al dettaglio nelle zone dipendenti dal petrolio come il Texas. Fortunatamente, malgrado il deterioramento dei prestiti su petrolio e gas, la qualità complessiva dei prestiti rimane su livelli molto solidi.”

12. Lo strano mondo dei tassi negativi

“Benvenuti nello strano mondo dei tassi d’interesse negativi. Esistono già in Giappone e nella maggior parte dell’Europa e possono verificarsi negli Stati Uniti la prossima volta che vivremo una fase di recessione. Recentemente la Federal Reserve ha chiesto alle grandi banche statunitensi di prepararsi per i tassi d’interesse sotto zero. In futuro potrebbe essere possibile dover pagare tassi d’interesse sul conto di deposito. Nel mese di maggio, la Banca Centrale Europea ha annunciato di ritirare le banconote da €500. Uno studio di Harvard ha scoperto che i criminali chiamano le banconote da €500 con il nome di “Bin Laden”, famose per essere impiegate nel riciclaggio di denaro, nel narcotraffico e nel finanziamento del terrorismo. Ritirandole dal mercato, la BCE rende anche più difficile ai cittadini rispettosi della legge di evitare i tassi d’interesse negativi conservando sotto il materasso i propri soldi. L’interruzione della produzione della banconota da €500 potrebbe addirittura essere il primo passo verso il ritiro di tutto il denaro fisico per impedire alla gente di accumularlo. Viviamo in un periodo strano”, dice Julian Wellesley, analista azionario globale senior.

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