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Ecco come costruire un portafoglio anti shock


“Da più di due anni investiamo in strategie a ritorno assoluto, long/short equity, market neutral, global macro, in grado di proteggerei portafogli nelle fasi più critiche dei mercati”. Parla Simone Da Dalt, responsabile mercati e strumenti advisory center Euromobiliare AM SGR.

Come costruire un portafoglio nell’attuale contesto di mercato?
La crescita globale, benché modesta, resta relativamente stabile, anche al netto degli effetti Brexit che seppur potenzialmente impattanti, dovrebbero essere controbilanciati da misure supportive di politica monetaria. L’andamento incerto dei mercati trova riscontro, oltre che negli eventi esogeni, Brexit, elezioni spagnole, amministrative italiane, anche nelle sfide che deve affrontare l’economia globale, dal calo di produttività e di crescita potenziale, allo spazio più limitato di manovra per le politiche monetarie e fiscale, dato l’elevato livello di debito pubblico nei paesi avanzati. In questo contesto, il livello del rischio complessivo dei portafogli che proponiamo si trova in una fascia di neutralità ed è controbilanciato da strumenti e strategie di copertura da shock di mercato in modo da presentare un profilo complessivamente bilanciato.

Nel dettaglio che asset allocation consiglia?
Il motore di performance dei nostri portafogli è rappresentato principalmente dall’azionario di paesi sviluppati, Europa, USA e Giappone e sui profili più aggressivi anche dai mercati emergenti. In aggiunta manteniamo un posizionamento sul credito, in particolare ad alto rendimento, che grazie al sostegno delle Banche Centrali, dovrebbe rimanere ben supportato. Per controbilanciare i rischi di portafoglio, abbiamo intrapreso un posizionamento sui treasuries americani già a inizio 2016 e ormai da più di due anni investiamo in strategie a ritorno assoluto, long/short equity, market neutral, global macro, in grado di proteggerei portafogli nelle fasi più critiche dei mercati generando valore a prescindere dal loro andamento. In preparazione di Brexit abbiamo incrementato gli asset di protezione nel portafoglio introducendo un posizionamento sull’oro e diversificando contestualmente geograficamente la componente equity in modo da non presentare un sovrappeso sull’Europa. Valuteremo nei prossimi giorni, eventuali opportunità che si verranno a creare sui mercati in fase di normalizzazione post-Brexit.

Su quale tipologia di strumenti puntare e perché?
Prediligiamo fondi di investimento attivi, in grado di generare valore sui propri indici di riferimento. In particolare nell’asset class flessibile, che comprende strategie total return, absolute return e asset class alternative, dove c’è maggior bisogno di diversificazione e delega a un gestore professionale. Nel comparto obbligazionario affianchiamo alle strategie direzionali classiche a benchmark, strategie sul credito con scadenza prefissata, strategie “target date”, con una duration continuamente decrescente. Per movimentazioni tattiche di portafoglio ci affidiamo a Etf e/o Etc sulle commodities, in modo da essere dinamici e tempestivi nel prendere posizione e beneficiare dei trend di breve periodo sui mercati.

In particolare come tenere sotto controllo il rischio senza rinunciare al rendimento?
Tipicamente un gestore ha due modi per controllare il rischio: riducendolo in termini assoluti ovvero aumentando il grado di diversificazione. Ovviamente ridurre il rischio in termini assoluti, comporta anche la rinuncia a parte del rendimento potenziale, scelta non particolarmente appropriata, soprattutto in un periodo come questo con tassi molto compressi dal lato obbligazionario. Aumentare il livello di diversificazione all’interno dei portafogli, al contrario, consente di mantenere intatte le leve generatrici di valore nel lungo termine, come ad esempio l’azionario, controbilanciandole con asset class che fungono da protezione in virtù di livelli di correlazione negativi o nulli con queste ultime. Gli esempi sono molteplici, si va dai crossi valutari, yen, usd, chf, ai tassi governativi di paesi considerati un porto sicuro come Germania e Usa, alle materie prime preziose come l’oro fino a strategie non direttamente collegate agli andamenti del mercato di riferimento. Il loro utilizzo in portafoglio ne aumenta le potenzialità di performance complessiva, rispetto al rischio assunto.

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