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E ora la Consob richiama gli intermediari


Evidentemente era il caso di doverlo precisare. Così è arrivato un appello da parte di Consob nei confronti degli intermediari distributori di fondi esteri ed estero-vestiti, che rappresentano il 70% circa del patrimonio dei fondi collocati in Italia. Si tratta di un richiamo di attenzione sulla distribuzione alla clientela retail dove la priorità deve essere quella di “anteporre l’interesse del cliente a quello degli intermediari”. Il richiamo di attenzione della Consob indica che “la selezione dei prodotti da offrire o consigliare alla clientela non può fondarsi su valutazioni di mero vantaggio economico per l'intermediario, ma deve essere rivolta prioritariamente a soddisfare gli interessi dei clienti serviti”. E' questo il senso di una Comunicazione (n. 0055927/2015) approvata da Consob sulla base della normativa Mifid, la direttiva europea che disciplina la prestazione dei servizi di investimento. L'iniziativa, che non introduce nuove regole, intende richiamare gli intermediari al pieno rispetto delle norme Mifid già in vigore.

La Commissione fa sapere di “aver ritenuto di intervenire con una comunicazione, posto che in ambito comunitario permangono aree di disomogeneità nei diversi Stati sul tema dei costi gravanti sui prodotti della gestione collettiva e, in particolare, sul profilo delle commissioni di incentivo (le cosiddette performance fee). Tanto che nella maggioranza dei casi, se si guarda a realtà come Banca Generali, Azimut e Mediolanum, si vede che anche più del 90% dell’utile di gruppo viene proprio dalle commissioni di performance. Secondo gli analisti di Intermonte il mandato dell’ispezione Consob sembra “abbastanza generico e volto soprattutto a verificare il rispetto della Mifid e un eventuale conflitto di interesse tra gestore e sottoscrittore”. Lo stesso broker non manca di sottolineare che le società che hanno performance fee più alte in percentuale rispetto ai ricavi sono proprio Azimut, Mediolanum e Banca Generali. La normativa comunitaria in materia, per quanto armonizzata, mantiene, infatti, aree di micro-divergenze tra un Paese e l’altro.

Per i prodotti di diritto italiano l’ordinamento nazionale prescrive condizioni stringenti per l’applicazione delle commissioni di incentivo. Analoga disciplina, finalizzata a un contemperamento degli interessi di intermediario e cliente, non è tuttavia presente in tutti gli Stati membri. La Comunicazione intende, quindi, richiamare gli intermediari distributori di fondi caratterizzati da meccanismi commissionali più vantaggiosi per i gestori e per gli stessi distributori a individuare e a gestire i conflitti di interesse che ne derivano. Consob, infine, si riserva di verificare nell’ambito dell’attività di vigilanza la condotta degli intermediari, per garantire il loro allineamento a questo richiamo.

 

 

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