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È l’era dei prodotti gestiti in ETF


Chi ha detto che gli ETF e i fondi attivi sono in contrasto? Quello che stiamo vedendo negli ultimi anni è l’esatto contrario. Direi anzi che mai si è avuto un sodalizio così forte.

La capacità dei gestori di fare asset allocation, congiuntamente alla caratteristica degli ETF di essere uno strumento liquido, efficiente in termini di costo e capace di offrire diversificazione, hanno dato vita a prodotti di crescente successo tra le reti di distribuzione italiane. 

Dal punto di vista finanziario i prodotti basati su ETF rispondono ad un trend molto attuale: la ricerca di rendimento. Con i tassi di interesse a livelli zero, infatti, l’attenzione per i costi è divenuta cruciale. Gli ETF ed i prodotti di gestione passiva sono una valida risposta in tale contesto, in quanto una delle qualità che li caratterizzano è proprio la competitività di costo. 

PRODOTTI DI CRESCENTE SUCCESSO TRA LE RETI DI DISTRIBUZIONE ITALIANE
Fonte: Assogestioni/AMF 

  Definizione
Fondi di fondi  Un fondo di fondi è un OICR investito principalmente in parti di altri OICR. Un fondo di fondi offre all’investitore una maggiore diversificazione sia in termini di esposizioni che di provider, per esempio nel caso in cui il capitale investito sia ripartito tra strumenti di differenti società di gestione.
Gestioni Patrimoniali  Le gestioni patrimoniali sono soluzioni di investimento che permettono al risparmiatore di affidare, tramite un mandato, l’investimento del proprio patrimonio a un gestore (SGR, SIM e banche autorizzate a prestare questo servizio). A differenza dei fondi comuni, la gestione patrimoniale non viene effettuata ‘in monte’ ma separatamente per ogni cliente.
Unit Linked Strumenti assicurativi che offrono un rendimento agganciato ad un’attività finanziaria sottostante (solitamente quote di fondi comuni o di Sicav), spesso accompagnati da una garanzia sul capitale investito

 

A titolo di esempio, nel 2016 il net expense ratio medio ponderato per gli asset dei fondi attivi domiciliati in Europa in un’asset class azionaria globale è pari a 1,38%. Nella stessa asset class, tale ratio è di appena 0,31% per gli ETF: un differenziale di ben 1,07%1, che può fare la differenza nel contesto attuale.

Attraverso l’uso di ETF o soluzioni passive è possibile ridurre il costo dell’investimento lasciando spazio all’asset allocation del gestore professionista per cercare di costruire un portafoglio performante nel tempo.

Nelle asset class azionarie, inoltre, il valore aggiunto dei bassi livelli commissionali degli ETF si somma alla possibilità di inserire esposizioni di nuova concezione, come le strategie smart beta, concepite allo scopo di migliorare il rapporto rischio/rendimento del portafoglio e di cogliere i cosiddetti premi al rischio.

Un’ulteriore caratteristica interessante degli ETF o dei fondi indicizzati è quella di consentire, in un’unica soluzione, di incrementare la diversificazione del portafoglio. Tali fondi, infatti, replicano un indice, cioè un paniere di titoli rappresentativo di un intero mercato, riducendo pertanto il rischio di concentrazione.

Servizio e consulenza

Il mondo finanziario è cambiato radicalmente negli ultimi anni e l’entrata in vigore della direttiva MiF II (composta dalla direttiva MiFID II e dal regolamento MiFIR) rappresenterà un’ulteriore importante evoluzione. Tale direttiva ha infatti lo scopo di migliorare la trasparenza dei prodotti e del mercato, richiedendo in particolare un maggior livello di informazione sui costi. L’effetto che ne consegue è quello di un’accresciuta visibilità sulla struttura di costo dei prodotti finanziari, creando una vera opportunità per i prodotti più efficienti come sono, appunto, gli ETF. 

MiF II richiederà inoltre di giustificare i costi legati alla consulenza. Tale richiesta comporterà un innalzamento della qualità del servizio offerto ai clienti. Distributori e provider saranno più interdipendenti grazie all’identificazione concertata dei bisogni della clientela finale e alla co-costruzione di prodotti finanziari in linea con le esigenze manifestate dai clienti. 

Gli ETF sono una risposta coerente con questo cambiamento e le ‘gestioni’ in ETF ne sono un esempio. Gestioni settoriali, tematiche, per millennials, assicurative, obbligazionarie, a capitale protetto, flessibili, di trading. Tutto è possibile usando come mattoncino l’ETF. 

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Non una semplice moda

Stiamo osservando un grande interesse verso questi prodotti ed assistiamo alla graduale crescita dell’offerta nel mercato. La finanza ha sempre dimostrato di avere la capacità di adeguarsi ai cambiamenti in modo duttile e dinamico. Anche in questo caso l’evoluzione delle preferenze dei clienti in favore della gestione passiva sta rappresentando una vera rivoluzione. Sono molti i segnali che indicano il graduale cambiamento generazionale dei prodotti di risparmio, tanto che gli strumenti passivi stanno integrando in modo sempre più consistente i portafogli degli investitori. 

Un esempio di tale cambiamento è il fenomeno della robo advisory, una vera e propria innovazione nella distribuzione, basata sull’idea dell’associazione del digital alla razionalizzazione dei costi. Tali strumenti hanno il potenziale di catturare il risparmio dei millennials e di coloro che preferiscono utilizzare canali digitali rispetto a canali tradizionali. 

I robo advisor molto spesso utilizzano algoritmi non discrezionali come strategia gestionale e prediligono proprio gli ETF come strumento per costruire i propri portafogli. Sulla base di una recente survey di PwC2, nei prossimi 5 anni la domanda globale di ETF sarà trainata principalmente da financial advisors, piattaforme online e dal retail.

Le soluzioni di investimento

Crediamo che il futuro della distribuzione sia rappresentato dalla customizzazione, ovvero la totale capacità di modellare le soluzioni di investimento in base alle esigenze del cliente. 

Per questo motivo ad oggi abbiamo già creato una gestione patrimoniale che permette all’investitore finale di scegliere un portafoglio completamente a base di ETF, abbiamo creato dei fondi a scadenza tematici sul riscaldamento globale con la particolarità di aumentare la parte rischiosa in modo graduale nel tempo, riducendo il rischio di market timing. In tali fondi la parte tematica è costruita tramite strumenti passivi. Abbiamo realizzato, inoltre, una unit-linked che investe in ETF, in collaborazione con un partner assicurativo. Ancora, per alcune gestioni patrimoniali private banking, basate su portafogli modulabili, abbiamo creato un portafoglio a base di strategie smart beta passive, costituito da ETF e fondi Indice. 

Come si può vedere le soluzioni possibili sono veramente molto diverse tra loro ma tutte con un fattor comune: l’utilizzo dell’ETF come strumento base dell’asset allocation. Siamo convinti che queste soluzioni di investimento possano costituire un vero e proprio acceleratore nell’adozione degli ETF da parte degli investitori retail.

1. Fonte : Morningstar, dati al 01/05/2016.
2 . PwC, “2nd Annual Global ETF Survey,” 2015. www.pwc.com/us/etf

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