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Draghi mantiene (per ora) lo status quo


La reale situazione economica in Europa si è finalmente specchiata nel discorso di Mario Draghi. Nel corso della riunione della BCE, tenutasi questa volta a Tallinn (Estonia), il presidente della Banca centrale ha fatto diverse dichiarazioni, che riflettono la lunga strada percorsa da quando ha assunto l'incarico nel 2011. Draghi ha detto nel suo discorso che “i rischi per la previsione di crescita adesso sono bilanciati" e che "la ripresa globale sta sostenendo sempre più il commercio e le esportazioni dell’Eurozona", e ha fatto diverse allusione alla ripresa economica del Vecchio continente. Durante la conferenza stampa ha poi dichiarato categoricamente che "il rischio di deflazione è scomparso definitivamente".

Il discorso di Draghi ha portato con sè infatti anche un'altra novità dal punto di vista del linguaggio utilizzato: sebbene abbia ribadito che i tassi resteranno ai livelli attuali “per un periodo di tempo prolungato e ben oltre l'orizzonte del programma di acquisto titoli”, ha tolto il riferimento alla possibilità di livelli più bassi, a conferma che i pericoli di deflazione appaiono ormai scongiurati.

Non abbiamo assistito a nessuna sorpresa”, dice Antoine Lesné, responsabile EMEA della strategia di SPDR ETFs. “Le osservazioni del presidente della BCE Draghi hanno evidenziato il trend ottimistico dei dati europei. Questa è stata chiaramente una sorpresa positiva quest'anno e dovrebbe sostenere gli asset rischiosi europei nella seconda metà del 2017, qualora l'agenda politica non dovesse sorprendere in negativo. Tuttavia i tassi d'inflazione headline hanno cominciato a invertire la loro tendenza a maggio e l'inflazione core continua ad oscillare intorno all'1%. La BCE non avrà fretta di modificare la sua posizione accomodante. La guidance odierna può essere vista come più equilibrata e in gran parte risponde alle aspettative. La performance positiva degli asset rischiosi denominati in euro potrebbe continuare finché non si arriverà a parlare a voce alta di politica monetaria restrittiva". Concorda anche Timothy Graf, responsabile della strategia macro di State Street Global Markets. “Gli annunci di oggi soddisfano in gran parte le aspettative, quindi la recente forza dell’euro riuscirà probabilmente ad essere mantenuta; tuttavia, dato che la tendenza al rialzo dell'euro incorporata nel consensus nelle ultime settimane, è probabile che sia necessario tornare verso un'inflazione più elevata per accrescere i guadagni”.

Insomma il lieve cambio di discorso sul rischio economico e sulle previsioni circa un rialzo dei tassi sono ancora poca cosa. Secondo David Zahn, head of European fixed income di Franklin Templetonse la crescita continua a essere forte e stabile, l’impegno resta l’obiettivo di inflazione. Per questo non ci aspettiamo di vedere un tapering in nessun momento prima che il mandato di Draghi concluda. Bisogna anche ricordare che la BCE ha precedenti per aver realizzato aumenti di tassi prima del tempo, che non sempre funzionano, come fece Trichet nel 2008”. Per l’esperto ci sono ancora molte questioni importanti sul tavolo, che la BCE continua a monitorare da vicino. “La volatilità politica è ancora un grande tema di mercato in Europa e ci sono ancora molti eventi all'orizzonte (la Brexit, le elezioni parlamentari francesi, le elezioni tedesche e la riforma elettorale in corso in Italia). Questi eventi condizioneranno probabilmente la posizione generale della BCE, perché potrebbero influenzare il panorama economico. A tal proposito, pensiamo che i mercati obbligazionari continueranno ad essere sostenuti e ancorati ai rendimenti. Tuttavia, attraverso il nostro approccio attivo, stiamo trovando buone opportunità in virtù di questa volatilità in corso in mercati come l'Italia”.

Per Stefan Isaacs, deputy head of retail fixed interest di M&G Investments “la BCE intende guadagnare il maggior tempo possibile per cercare di garantire che la ripresa rimanga sostenibile”. Ma è anche consapevole che “dopo il 2017 sarà sempre più difficile rispettare il ritmo attuale di acquisti. Sarebbe logico ipotizzare dunque di fornire il maggior stimolo possibile nel corso del 2017 prima di una lenta riduzione nel 2018. Con una BCE probabilmente accomodante nel corso del 2017 e oltre, e rendimenti obbligazionari di breve periodo in territorio negativo, asset rischiosi in Europa, sia gli spread societari che le azioni saranno probabilmente ben sostenute e la volatilità soppressa”, conclude il manager.

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