Dopo le parziali prese di profitto su bond ed equity, torna sulla scena la liquidità


Una crescita economica globale che prosegue in moderata ripresa, il nuovo scenario di politica monetaria con l’attesa per le decisioni della FED e la capacità delle aziende di aumentare business e profitti. Sono questi i tre temi a cui resta vincolata la posizione strategica di portafoglio. Spiega Corrado Caironi, investment strategist di R&CA: “ci sono inoltre tre variabili da considerare nel breve termine: le nuove ‘corporate guidance’ che seguiranno i dati della prossima Earnings Season di fine primo trimestre 2015, la politica economica asiatica con una forte attenzione a Cina e India e l’evoluzione geopolitica nelle diverse aree calde, come quella mediorientale”. Difficile immaginare ora importanti risultati a medio termine su titoli obbligazionari a rendimenti zero o negativi; gli acquisti di titoli nell’area euro trovano un aumento di scarsità del mondo investibile.

Si deve in effetti tener conto che le banche centrali non possono acquistare titoli con rendimento inferiore al tasso di deposito ufficiale (oggi è – 20 bps). Qualora la politica della BCE, indirizzata a far crescere economia e inflazione, dovesse manifestare un risultato positivo e venisse meno la necessità di acquisto dei titoli attraverso il programma di QE, i portafogli potrebbero subire pesanti ridimensionamenti di valore. “La diminuzione dei tassi di default a livello internazionale mantiene in sovrappeso investment grade e high yield, attraverso gestori che hanno dimostrato buona capacità di picking; approccio sulle valute solo opportunistico”. La posizione tattica del portafoglio di investimento rimane condizionata dalle attese di un possibile annuncio riguardo all’intervento della banca centrale statunitense. 
Da punto di vista tattico l’esperto riassume:

Portafoglio obbligazionario

Confermato il sottopeso, la duration bassa e la diversificazione con corporate bond; i rendimenti governativi sono molto compressi e potrebbero cercare un riequilibrio. Visto il deciso rialzo del dollaro Usa e la svalutazione di molte divise emergenti è utile monitorare gli impatti di rifinanziamento dei debiti emergenti anche alla luce di un prossimo annuncio di rialzo dei tassi da parte della FED.

Parte azionaria

In posizione neutrale con prospettive di capitalizzare nel trimestre le ottime performance di questa prima parte dell’anno. I pesi relativi nelle maggiori aree previlegiano ancora Asia, Area Euro e Giappone. Le attese di un assestamento della profittabilità negli Usa vede una presa di profitto dei listini statunitensi. Nonostante l’ottimo andamento degli indici dell’area Euro la possibilità di un recupero della profittabilità poggia sull’indebolimento dell’Euro ed il ridimensionamento dei costi energetici. Per quanto riguarda i paesi emergenti, il recupero dell’indice emergente asiatico ha messo in luce un ritardo della borsa di Hong Kong che ha già iniziato il suo percorso di allineamento dopo i rialzi del listino cinese di Shanghai. La revisione degli utili rimarrà comunque il punto di attenzione degli operatori. A livello settoriale il mercato ha già incorporato in parte la ripresa economica nei settori Consumers, soprattutto negli Usa e in Asia; rimane in ritardo il settore Energy. Come precedentemente indicato il settore, colpito dalla forte caduta del prezzo del petrolio, potrebbe dimostrarsi capace di un recupero anche in relazione a possibili operazioni di M&A. L’avvicinarsi dell’estate offre comunque il fianco ad un possibile aumento della volatilità (effetto stagionalità: Sell in May …)

Liquidità

Dopo le parziali prese di profitto su bond ed equity rimane al momento sovrappesata; si ribadisce che nel proseguo del trimestre potremmo avere un aumento della volatilità con conseguente variabilità dei flussi di investimento; questo offrirà un utilizzo opportunistico di questa classe di attivo.

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