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Dompè (Anima SGR): “Cerchiamo opportunità anche in aziende più piccole e con un profilo domestico”


Le nubi sull’Eurozona vanno dissipandosi poco a poco e qualche raggio di sole riscalda anche l’Italia. La congiunzione tra una crescita economica in constante evoluzione (passata dall’1,2% di inizio anno all’1,7% attuale), un miglioramento persistente degli utili delle aziende quotate e un calo delle temperature segnate dal ‘termometro del rischio politico’ dopo l’elezione dell’europeista Emmanuel Macron alle presidenziali francesi dello scorso 7 maggio, contribuisce oggi a delineare una visione positiva sui mercati della zona euro, Italia compresa. Una convinzione che gli esperti di Anima SGR sostengono già da diversi mesi e che Luigi Dompè, portfolio manager azionario della società, ha recentemente ribadito.   

L’esperto, che ha subito spostato l’attenzione sulla realtà domestica, ha ricordato che la principale causa delle performance negative del mercato italiano negli scorsi anni rispetto ai principali indici europei risiedeva nelle criticità insite nel sistema bancario italiano. “Il fondo salva banche varato a dicembre ha liberato il mercato da questo rischio sistemico”. Fonti governative hanno fatto sapere che la situazione del Monte dei Paschi sta andando verso una soluzione grazie a un accordo con le istituzioni europee e sebbene resti ancora irrisolta la questione delle banche venete si inizia a intravedere la luce alla fine del tunnel. “Nel 2017 le banche italiane stanno performando in linea col sistema finanziario europeo e, di conseguenza, i rendimenti del mercato italiano sono conformi a quelli del mercato europeo”, rassicura il gestore.

Da diversi mesi a questa parte parlando di mercato domestico è quasi impossibile non fare alcun riferimento all’universo dei PIR, i Piani individuali di risparmio introdotti con la Legge di bilancio e il cui successo è andato ben oltre le previsioni. Le aspettative di raccolta – inizialmente di 1,7 miliardi per il 2017 – sono state recentemente riviste e portate a 10 miliardi. Anima è stata la prima società a offrirli, lanciando a gennaio il fondo Anima Crescita Italia e poi rendendo PIR compliant un prodotto già in gamma, l’Anima Iniziativa Italia.

“La normativa PIR ha l’indubbio beneficio di aver alimentato la liquidità, prima limitata, sul mercato delle small cap, che da inizio anno ha performato molto bene (tra un 25% e un 30% a seconda dell’indice di riferimento) e ha visto flussi più che raddoppiati”, ricorda Dompè. Flussi che, però, si sono riversati in prima battuta soprattutto su aziende più liquide e conosciute. “Prima chi comprava small cap si orientava verso piccole multinazionali tascabili con grandi esposizioni ai mercati internazionali e spesso al dollaro. Noi cerchiamo opportunità anche in realtà minori, con un profilo più domestico”, afferma Dompè.

Secondo l’esperto il miglioramento economico dell’Eurozona porterà anche a una maggiore attenzione verso le questioni di casa nostra. “I fondi, trasversalmente ai settori, tenderanno a essere sempre più sovrappesati di temi domestici dove vediamo valutazioni ancora interessanti. Nelle nostre scelte consideriamo valutazione e flussi di acquisto, elementi che determinano prevedibilmente un certo rialzo delle quotazioni delle small cap”, conclude il gestore.

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