Dieselgate: quali sono i fondi europei più esposti a Renault?

  • 21/01/2016

I sospetti sulla Renault hanno riacceso i timori degli investitori per un nuovo dieselgate. E proprio quando il caso Volkswagen ancora non è stato dimenticato. Giovedì scorso ispettori del governo di Parigi sono entrati in alcune fabbriche della casa automobilistica per esaminare i programmi digitali sulla misurazione delle emissioni: nemmeno il tempo di aver messo piede dentro che in Borsa il titolo Renault crollava del 20%, e tutto in un solo giorno, per poi chiudere la seduta con una flessione del 10,28% a 77,75 euro. Nelle sedute successive i numeri rossi non hanno smesso di mettersi in evidenza: il marchio ha perso oltre il 15%. Frattanto la ministra dell'Ecologia francese Segolene Royal ha annunciato un'operazione di richiamo in fabbrica di 15mila veicoli Renault prima che siano messi in commercio per regolarne il motore. In particolare, fa sapere Renault Italia, l'operazione ''mira a correggere un errore di calibratura del controllo motore riscontrato sui motori diesel 110 Cd. Non si conoscono però ancora i dettagli dei Paesi coinvolti nel richiamo". 
Che sia un problema tecnico o meno, tanto basta per far sudare freddo agli investitori. L’elemento che preoccupa di più, secondo Morningstar, è di tipo strategico. Perché gli scandali legati a un marchio trascinano dietro anche il segmento auto (vedi il calo a ruota di FCA). Poi c'è il fattore psicologico: “Un’eccessiva concentrazione di portafoglio in un settore o addirittura un’industria è sempre un’arma a doppio taglio: può aiutare le performance se le cose vanno bene, ma produrre risultati disastrosi se la scommessa non è azzeccata”, dice Francesco Paganelli, fund analyst EMEA di Morningstar. “Nell’attuale contesto caratterizzato da economie globalizzate e integrate tra loro, inoltre, la diversificazione settoriale sembra essere più importante di quella geografica”. 

Meglio liberarsi dei fondi che hanno troppe quattroruote in pancia, quindi? “Per quanto riguarda le scelte dei fondi attivi, una concentrazione sul settore auto potrebbe essere a seconda dei casi strutturale (si pensi ai fondi tematici o settoriali) o tattica, in quanto riflette le opinioni del manager sulle opportunità di guadagno”, continua Paganelli. “Ma le classificazioni possono essere fuorvianti: ci sono altre società, ad esempio nel settore industriale o magari assicurativo, che possono risentire dell’andamento delle case automobilistiche. Infine queste ponderazioni andrebbero valutate in funzione della strategia di gestione. Per quei gestori più orientati al benchmark è consigliabile tenere presente la sovra o sottoesposizione all’industria rispetto all’indice, invece del valore assoluto. Ad esempio in alcuni indici questo comparto ha già un peso rilevante: il DAX tedesco ne è esposto per oltre il 17%, mentre costruttori di auto e componenti pesano appena il 3% dell’indice MSCI Europe e il 2.7% dell’MSCI World”.

Le pesanti conseguenze sui titoli azionari non lasciano dunque al margine i fondi d'investimento. Attraverso i dati di Mornigstar Direct, Funds People ha tirato fuori i dieci fondi domiciliati in Paesi europei con una maggiore esposizione alle azioni Renault, i cui portafogli sono stati attualizzati nel 2015.  

Nome fondoSocietà di gestione

 Ultima attualizzazione
del portafoglio

Esposizione netta%

Schroder European Alpha Plus Fd

Schroders

30/09/2015

4,78

Schroder European Alpha Income Fund

Schroders

30/09/2015

4,62

SEB Prime Solutions Sissener Canopus

Sissener AS31/12/20154,59

Henderson Horizon Euroland

Henderson30/11/20154,34

Alken Absolute Return Europe

Alken30/06/20154,16

PHCG European Macro Picks

Philippe Hottinguer & Cie Gestion31/12/20153,81

Symphonia Azionario Euro

Symphonia SGR30/11/20153,73

Dorval Manageurs

Dorval AM31/10/20153,72

IP European Opportunities

Invesco AM

30/09/2015

3,59

Sparinvest Value Europa

Sparinvest30/11/20153,45

Fonte: Morningstar Direct.

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