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Decalia lancia una gamma di fondi tematici e punta a nuove acquisizioni


La strategia di sviluppo della società di gestione ginevrina Decalia Asset Management prosegue con il lancio della gamma di fondi di investimento Decalia, sei mesi dopo avere conseguito la licenza di gestore di investimenti collettivi ai sensi della LICol. La società ha inoltre un fondo di private debt riservato agli investitori qualificati e gestisce Oyster Italian Opportunities, uno dei fondi azionari italiani più performanti. Parla Alfredo Piacentini, partner e direttore generale.

Su cosa sono incentrate le nuove strategie?
Le prime cinque strategie lanciate dalla Sicav lussemburghese, conformi alla direttiva UCITS, sono incentrate su quattro temi di investimento scelti in base al loro potenziale di lungo periodo. La disintermediazione del settore bancario europeo, la ricerca di rendimento, le nuove tendenze di consumo e le inefficienze del mercato in Europa. Altre strategie seguiranno nei prossimi mesi. I fondi, ora riservati ai soli investitori istituzionali qualificati, sono in corso di registrazione in Svizzera e in diversi paesi europei per essere commercializzati anche presso il pubblico. 

Ci spiega l’espansione in corso secondo i piani?
La crescita procede secondo due assi principali: la gestione di patrimoni privati e l’asset management. A sei mesi dal conseguimento della licenza di gestore di investimenti collettivi, abbiamo appunto lanciato una famiglia di fondi di investimento UCITS, sotto forma di Sicav lussemburghese a comparti multipli. 

In settembre 2014 sono entrati Rodolfo De Benedetti, attualmente presidente del CdA della holding di partecipazioni italiana CIR, che ha assunto la funzione di responsabile dello sviluppo di strategie, e Xavier Guillon, ex ad dei fondi Oyster, in veste di responsabile dei fondi Decalia. A cosa puntate?
Con 1.2 miliardi di franchi svizzeri (1.1 miliardi di euro) di asset in gestione, puntiamo a una crescita organica ed esterna. Con l’arrivo di Rodolfo De Benedetti e Xavier Guillon e il lancio dei nostri fondi, abbiamo in mano tutte le carte per avviare la seconda tappa del nostro sviluppo. Abbiamo in serbo dei progetti di acquisizione di case di gestione in Svizzera e in Europa che pensiamo di concretizzare nel 2016.

L’industria europea dei fondi di investimento sta attraversando una fase di trasformazione importante per adeguarsi all’impatto della direttiva MiFID 2 e alla diffusione della gestione passiva. Cosa ne pensa?
In futuro il mercato si concentrerà intorno a due poli principali: da un lato le grandi piattaforme di distribuzione, che propongono un elevato numero di fondi generici e probabilmente raccoglieranno una quota importante del risparmio collettivo, semplificando il compito dei selezionatori di fondi; dall’altro gli specialisti sofisticati come noi, che possiedono competenze specifiche su tipologie di asset o strategie particolari e permetteranno ai selezionatori di perfezionare la loro allocazione. L’industria dei fondi di investimento è sommersa da prodotti scarsamente differenziati. In quanto nuovo attore, questo ci offre opportunità interessanti. Noi ci concentreremo su soluzioni di investimento originali, che puntano al risultato, come il fondo tematico e quello di private debt, due prodotti precursori. E in rampa di lancio abbiamo anche molti altri progetti. 

Ci spiega nel dettaglio le cinque strategie ad alto valore aggiunto? 
Due fondi, uno dedicato alle forti convinzioni e l’altro alle strategie azionarie Long-Short, s’inquadrano nella tematica delle inefficienze dei mercati europei, con le opportunità di investimento che ne derivano. Due strategie multi-asset distinte corrispondono alla ricerca di rendimento, conseguenza del persistente basso livello dei tassi di interesse. Un fondo tematico investirà in società che beneficiano delle nuove tendenze di consumo, legate alla generazione dei Millennials. Infine, sul tema della disintermediazione del settore bancario europeo in Europa, la società si è associata allo specialista britannico del finanziamento alle imprese Three Hills Capital Partners per creare un fondo di private debt riservato agli investitori qualificati. 

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