De Michelis (Frame): “L’asset management sta cambiando ma non andiamo nel mondo di Matrix”


Grandi società di gestione che si uniscono e piccole boutique che partono. Il settore dell’asset management sta cambiando volto. “Credo che nell’industria dei fondi ci sarà una certa massificazione, tutti si muoveranno nella stessa direzione, tipo George Orwell, 1984”, scherza Michele De Michelis, CEO di Frame AM. “Ci saranno questi big name che diventeranno sempre più grossi, facendo diventare l’asset management una commodity anche a costi più bassi, ma ci saranno sempre le boutique di investimento che sapranno inserirsi nei buchi e nelle inefficienze che inevitabilmente si creeranno nel mercato”. E continua: “È un po’ come quello che è accaduto nella grande distribuzione: quando devi mangiare il prosciutto buono, non vai a comprarlo al supermercato, ma vai dal pizzicagnolo sotto casa che conosci e che sai che ti da il prodotto di qualità”.

Adesso si parla molto di robo advisor, fintech, gestione automatica… De Michelis ritiene che la mente umana sarà sempre più intelligente di questi robot. “L’agire del robot si basa su algoritmi scritti dagli umani. Il robot può essere più veloce su situazioni standard, ma non andiamo nel mondo di Matrix. Non c’è una sostituzione completa del rapporto umano. Non tutto diventerà tecnologia, andiamo verso una robotizzazione di tutto ma il rapporto umano si mantiene”. Come ricorda nel suo libro (il fondo che non affonda) parlando dei gestori quantitativi, anche negli anni anni 70 - quando è nata l’intelligenza artificiale -, “si pensava che i pc avrebbero potuto sostituire la mente umana, ma poi non è andata così”. E poi conclude: "Ma se il tuo fondo dovesse andare male, vuoi mettere la soddisfazione di mandare a quel paese il gestore!"

 

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