Growth batte value. È arrivato il momento di una rivincita?


Davide Bulgarelli 
Multimanager officer, BNL-BNP Paribas Private Banking

Il value investing è stato una tecnica di investimento vincente nel secolo passato che ha dimostrato la sua capacità di battere le azioni growth ed il mercato nel lungo termine, ma se andiamo ad analizzare nel dettaglio potremo vedere come ciclicamente vi sia stata un’alternanza ed anche che un conto sono gli indici di borsa, altro gli andamenti dei fondi azionari che cercano di replicarli o meglio batterli. Tra il 2009 ed il 2015 l’indice Morningstar dei fondi azionari Europe Large-Cap Growth ha sovraperformato il corrispettivo Value di oltre 50 punti (+163 % vs + 110 %) ed una domanda che molti fund selector si stanno ponendo è se sia arrivato il momento di una rivincita.

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Il mio è un approccio puramente quantitativo e tecnico ed il primo aspetto che si osserva in questi casi è la forza relativa, che al momento è ancora totalmente a favore dei primi e nonostante sia opinione diffusa che i fondi value siano più difensivi, anche in questo inizio d’anno ribassista l’indice Morningstar dei fondi europei growth ha perso meno. Personalmente sono dunque ancora a favore dei “growth”. Spesso sento consigliare di diversificare tra i due stili ed i gestori, ma occorre fare una buona selezione perché di gestori value puri ne sono rimasti pochi e si può cercare di essere più “costruttivi” con modelli ad esempio di momentum o trend follower che segnalino quando favorire l’uno, l’altro od evitare entrambi. 

Personalmente ne utilizzo uno proprietario, che come si può intuire dal grafico (linea blu) è in cash da alcuni mesi con evidenti ragioni, se e quando arriverà un segnale di acquisto lo scriverò in un nuovo intervento su FundsPeople.it.

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