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Danilo Verdecanna (SSGA): “Nonostante la view sostanzialmente positiva, il risparmio gestito dovrà attestarsi su livelli di crescita più fisiologici”


Risparmio, investimenti e politiche di sviluppo sono le tre linee strategiche per favorire la crescita e supportare l’economia in Italia. L’industria del risparmio gestito vuole partecipare attivamento a questo processo con tutti i suoi strumenti, in particolare con i piani individuali di risparmio.

A questo proposito, Danilo Verdecanna, managing director di State Street Global Advisor per l’Italia, afferma che “l’industria del risparmio gestito negli ultimi cinque-sei anni ha vissuto una sorta di nuovo rinascimento, con gli asset in gestione che sono arrivati a sfiorare i 2.000 miliardi di euro. La nostra visione sul futuro del settore è sostanzialmente positiva”.

La crescita del risparmio gestito è stata favorita principalmente dal quantitative easing, dalla situazione delle banche e dai tassi di interesse bassi. Questi tre fattori hanno reso il settore tra i più performanti in Europa. Secondo il manager, “con il quantitative easing, l’abbondante liquidità in circolazione ha favorito anche il settore del risparmio gestito, così come la situazione delle banche, principalmente quelle più solide, che negli ultimi quattro-cinque anni hanno avuto meno necessità di raccogliere risparmio dagli investitori per finanziare i propri bilanci e hanno così cercato di orientare la clientela verso i prodotti di risparmio gestito”. Nonostante la crescita stia continuando anche nel 2017, il settore del risparmio gestito dovrà attestarsi su livelli di crescita più fisiologici, con una sorta di soft lending.

L'industria del risparmio gestito dovrà affrontare fondamentalmente tre sfide: contribuire alla crescita economica del Paese, il tema della chiarezza e trasparenza e la Fintech revolution. Secondo Danilo Verdecanna, "la prima è una sfida che è già stata parzialmente vinta con i PIR, un tentativo di successo di mettere a fattor comune il risparmio delle famiglie, le competenze dei gestori e le agevolazioni fiscali per far confluire risorse finanziarie all’interno dell’economia e verso le piccole e medie imprese. Per quanto riguarda la chiarezza e la trasparenza, i gestori dovranno migliorare le modalità con cui comunicano nei confronti dell’investitore finale e fare un ulteriore sforzo in termini di education. A questo riguardo, MiFID II potrebbe portare un notevole valore aggiunto: in linea di massima l’obiettivo è quello di migliorare il rapporto tra distributore, produttore e risparmiatore finale. Il risparmio gestito, come gli altri settori industriali, sarà investito da una vera e propria rivoluzione IT. Questo, per le società di gestione, si traduce da un lato in un maggior valore aggiunto in termini di crescente standardizzazione, margini e profittabilità, d’altro canto rappresenta anche un cambiamento dirompente".

Dando uno sguardo al settore dei fondi pensione in Italia, 7,8 milioni di italiani hanno deciso di aderire a un fondo pensione nel 2016, con un aumento del 7,7% rispetto alla fine del 2015 (secondo i dati diffusi da Covip al 31 dicembre 2016). In termini di redditività, tutte le tipologie di forma pensionistica hanno fatto registrare rendimenti positivi, in particolare quelle con maggior contenuto di titoli di capitale. Le strategie di investimento ultimamente più ricercate si focalizzano sulla gestione del rischio, in particolare utilizzando mandati solution e risk overlay. "Vantiamo una presenza consolidata nel mercato dei fondi pensione. Negli ultimi quattro-cinque anni sono passati dai mandati mono-asset class (in prevalenza obbligazionari o azionari) a mandati cosiddetti solution, ossia multi-asset class, in quanto è aumentata la percezione del rischio. Mentre prima si guardava molto di più alla performance, ora ci si focalizza maggiormente sulla gestione del rischio. Riteniamo che i mandati multi-asset class, quando lasciano al gestore un certo grado di flessibilità nell’allocazione delle diversi classi di attivo, consentano una migliore gestione del rischio. Con i mandati risk overlay, un gestore viene delegato alla gestione del rischio dell’intero fondo pensione con il ruolo di riportare l’intera rischiosità del fondo nei limiti definiti dal mandato. Di solito gli aggiustamenti vengono eseguiti attraverso l’utilizzo di derivati quotati sul mercato. Il gestore in tal caso, attraverso una visione d’insieme, cerca di proteggere il fondo da shock di mercato”, spiega Danilo Verdecanna.  

Strategie di State Street Global Advisors

State Street Global Advisors è una società di gestione globale, con circa 2.500 miliardi di dollari di AUM a livello globale. “Abbiamo una visione tattica nel medio termine, ma molto strategica nel lungo periodo. Puntiamo sull’offerta alla nostra clientela, anche italiana, di una serie di strumenti finanziari e competenze di investimento in grado di soddisfare i bisogni delle nostre controparti. Adottiamo quest’approccio non solo nei confronti della clientela istituzionale, ma anche di quella wholesale (come per esempio fondi di fondi, gestioni patrimoniali, polizze unit linked), mediante l’offerta di mandati segregati e fondi UCITS. Il valore aggiunto per i clienti è rappresentato dalla possibilità di disporre di una piattaforma multi-asset class", afferma il manager. Per quanto riguarda i fondi UCITS, la società dispone di una gamma di ETF a marchio SPDR, che comprende 99 fondi quotati in Europa (di cui 71 su Borsa Italiana), e di una SICAV che include fondi passivi tradizionali, Smart Beta e fondi attivi.

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