Da oggi a marzo 2015 è il momento di mettere i bancari in portafoglio


Terminati gli approfonditi esami finalizzati a scogliere i pesanti dubbi sullo stato di salute del settore bancario, le principali 130 banche della zona euro hanno ricevuto il verdetto finale sui loro bilanci. I mercati si aspettavano poche sorprese e in questi ultimi giorni le indiscrezioni su promosse e bocciate si sono rincorse senza che gli stessi mercati siano riusciti a farsi condizionare. “Se ne parlava da troppo tempo. Il fatto di aver sciolto le riserve è comunque un sollievo. L’incertezza fa male ai mercati. Quello che contava non era tanto sapere quali banche versassero in condizioni disastrate ma quale fosse l’ammontare dei loro problemi. Togliere via l’incertezza, insomma, è comunque un elemento positivo”, taglia corto Fabrizio Fiorini, direttore Investimenti di Aletti Gestielle SGR.

Mentre precisa: “quello che preoccupa, però, è che il mercato rischia di fare troppo affidamento su qualcosa (esito degli esami, ndr) che è un punto di partenza e non di arrivo. Innanzitutto quelli usciti sono dati di fine 2013 mentre tutto il 2014 deve ancora essere considerato e lo si farà alla luce di quelle che sono diventate le nuove regole di valutazione. Adesso, in altre parole, ci sarà una rivisitazione delle valutazioni delle banche: sugli accantonamenti, per esempio, ogni istituto di credito usava il metro che voleva. Ora tutti i nuovi accantonamenti devono essere valutati su un ammontare preciso. E questo è un elemento di freno del credito peraltro in un contesto economico asfittico come quello attuale. Questi esami, comunque, hanno di buono il fatto che riconducono le banche a fare bene il loro lavoro”. Continua: “oggi abbiamo finalmente informazioni importanti su quello che sono i valori reali delle banche, le loro valutazioni redittuali mentre finora si sono fatte sulla base della valutazione patrimoniale sul valore di libro”.

Le banche italiane, a questo punto, saranno molto appetibili. “Sarebbe stupido venderle a uno straniero, Bankitalia cercherà di guadagnare tempo e poi magari spingerà verso operazioni di fusione intranazionali. Quando gli utili saranno consolidati, ovvero nel corso del 2015, partirà qualche operazione di consolidamento. Mentre gli stranieri già presenti consolideranno la loro presenza”, aggiunge lo specialista. E fa sapere, sul fronte della costruzione del portafoglio: “noi eravamo molto sottopeso sull’Italia ma l’effetto turbolenza va sfruttato. Nel futuro quello che renderà interessanti i listini non è tanto l’esito dell’AQR ma la dinamica dei tassi di interesse. Se il mercato italiano correggerà ancora, le banche saranno un settore interessante. Aspettiamo di vedere i numeri ma di certo il bancario va visto come uno dei settori in Europa più interessanti. I tassi in USA dovranno salire e questo creerà volatilità. Quindi occorre avere già in mente qualcosa da comprare. A quel punto le banche europee e quelle italiane in particolare saranno in netto sovrappeso. Da qui a marzo 2015 sarà l’ultima occasione di comprare le banche. Dopo di che si capirà se e di quanto alleggerire”. Infine, sul fronte corporate bond bancario, Fiorini conclude: “vedo positivamente i subordinati Lower Tier 2 (LT2), i senior non rendono tanto e quelli di maggiore subordinazione potrebbero essere interessanti ma solo alla luce di come si muoverà il regolatore”. 

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