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Crescita Eurozona, non è più solo una questione tedesca


La ripresa dell’area euro si sta ampliando. Lo si legge a chiare lettere nell’ultimo Bollettino economico della BCE, dove si parla di crescita economica “robusta e generalizzata”, rischi bilanciati per quest’ultima e prospettive di espansione in consolidamento. L’assenza di una dinamica dei prezzi più vigorosa, tuttavia, unitamente a un’inflazione di fondo che dovrebbe aumentare solo gradualmente nel medio termine rendono necessario il prolungamento del QE finché la BCE “non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione”, prossima al 2%.

"La buona notizia è il dato di crescita complessiva della zona euro al 2,1%", dicono gli esperti Deutsche Asset Management, che passano poi in rassegna le performance delle principali economie dell'area, partendo proprio dalla Germania. Il Paese, scrivono, è riuscito a superare facilmente i momenti di difficoltà durante la crisi dell’euro senza effetti particolarmente negativi, a differenza di altri, come la Spagna, colpiti duramente. Quest’ultima, tuttavia, è cresciuta a un tasso del 3% annuo per più di tre anni consecutivi, affermandosi come la quarta economia più grande dell’Eurozona. “Questo aiuta”, dicono dalla società di gestione, “ma le carte in tavola non sono cambiate per tutta l’area”.

Anche la Francia registra dati positivi, con un tasso di crescita dell'1,8% negli ultimi quattro trimestri e secondo l’asset manager tedesco avrebbe addirittura superato la Germania (i dati di quest’ultima per il secondo trimestre non sono stati ancora pubblicati ma la previsione si basa su quelli del primo trimestre). Un po’ più sotto si colloca l’Italia, il cui tasso di crescita si attesta al di sopra dell’1% (centro studi Confindustria, Upb e Fmi parlano di un Pil all'1,3% quest’anno). Buone nuove giungono anche dalla nota mensile dell’Istat che parla di un consolidamento della crescita “con segnali positivi diffusi a livello settoriale e sul mercato del lavoro”.

La società di gestione ha infine classificato i Paesi in base alla loro performance di crescita ed è emerso un quadro interessante. Ad aprire la classifica, infatti, sono i Paesi Bassi (quinta economia dell’Eurozona) e la Spagna, seguite da Francia, Germania e Italia. "La crescita dell'area euro", concludono, "non è più una questione solo della Germania". 

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