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Crescita dell'euro al capolinea?


Nell'eurozona lo scenario macroeconomico sembra trovarsi in una fase di stabilizzazione. La debolezza dell'euro dovrebbe risultare vantaggiosa per l'economia. La riduzione del prezzo del petrolio, se provocata da fattori legati alle dinamiche dell’offerta, potrebbe sostenere i consumi e gli investimenti, anche se manterrebbe nel 2015 un'inflazione su livelli molto bassi. Tuttavia, l'economia europea sta diventando sempre più dipendente dalle decisioni di tipo politico. La consapevolezza dell'importanza degli interventi politici sta aumentando e, in tale ambito, è giunto il momento di porre l'accento sulla politica fiscale. Così è come vede la situazione macro in Europa Monica Defend, global strategist di Pioneer Investments.

"I Paesi in ritardo nelle riforme si stanno muovendo" dice l'esperta, "basti pensare alla legge di bilancio e alla riforma del mercato del lavoro in Italia e al nuovo pacchetto di liberalizzazione e di riforme in Francia. Difficilmente assisteremo a un allentamento delle politiche fiscali, anche se, dopo una serie di negoziati, l'Italia e la Francia saranno autorizzate a posticipare il raggiungimento degli obiettivi di bilancio a medio termine". Il piano per le infrastrutture, che prevede un totale di 300 miliardi di euro, verrà probabilmente lanciato in anticipo rispetto a quanto inizialmente programmato. La Germania aumenterà la spesa di capitale pubblico.  La BCE tenterà di ampliare il bilancio con le misure annunciate. Se ciò si dimostrasse insufficiente,  la BCE estenderà probabilmente il proprio raggio d'azione, ad esempio acquistando altre attività private come le obbligazioni societarie.

I risultati del comprehensive assessment, portato a termine dalla BCE e che ha riguardato il settore bancario europeo, sono in linea con le aspettative. Secondo Defend "il settore, inoltre, non si è rivelato un'importante fonte di instabilità per il mercato. Oltre a essere incoraggianti, i risultati complessivi testimoniano un ulteriore passo verso l'armonizzazione delle regole tra i diversi Paesi su argomenti importanti come la supervisione bancaria. A nostro avviso, un esercizio del genere, realizzato in modo molto serio, contribuirà al ripristino della fiducia nei confronti di un settore, quello bancario, che rappresenta più del 12% dell'indice EuroStoxx 600. Per quanto riguarda gli investimenti, manteniamo una visione costruttiva sull’azionario".

E conclude "le valutazioni restano incoraggianti e prevediamo un miglioramento degli utili per azione nei prossimi dodici mesi. Le vendite e i ricavi potrebbero ottenere uno slancio dall'indebolimento dell'euro che, in base alle nostre previsioni, potrebbe attestarsi intorno a 1,20 rispetto al dollaro USA nei prossimi dodici mesi. Inoltre, i deflussi finanziari potrebbero aver toccato il fondo. Negli ultimi tre mesi, in quota proporzionale rispetto alla capitalizzazione di mercato, i deflussi sono stati simili a quelli del 2011, periodo in cui la crescita in Europa e i rischi tracciavano uno scenario molto più preoccupante di quello attuale".

 

 

 

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