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Covip, cercasi rafforzamento del ruolo degli investitori istituzionali


Ormai da tempo è in corso una revisione della disciplina degli investimenti dei fondi pensione indirizzata anche a promuovere una maggiore diversificazione dei portafogli, ampliando l’universo investibile e rimuovendo certi vincoli e limiti di carattere quantitativo. Così la Covip ha pubblicato una circolare dove si chiarisce il trattamento dei costi in caso di investimento in parti di organismo di investimento collettivo (Oicr).

Una manovra che si inserisce nella tendenza in atto di “rafforzare il ruolo di investitori istituzionali dei fondi pensione consentendone al contempo una maggiore diversificazione di portafoglio attraverso l’ampliamento dell’universo investibile”. Su questo profilo si è in attesa della revisione in atto della disciplina degli investimenti attuale di cui al decreto 703/1996 che recentemente ha ricevuto un sostanziale via libera da parte del Consiglio di Stato.

Nel frattempo la Covip sta cercando di esaminare le bozze arrivate dagli operatori finalizzate a trovare soluzioni, anche in termini di revisione di principi o regole esistenti, che possono facilitare l'accesso dei fondi pensione a investimenti non tradizionali. L’Autorità di Vigilanza rileva così “l’effettiva possibilità dei fondi pensione di accedere a prodotti di risparmio gestito che, anche con quote contenute, consentano di realizzare indirettamente l’obiettivo”.

L’ostacolo rappresentato dagli operatori è costituito dal fatto che “i costi di questi strumenti sono spesso superiori alle commissioni di gestione applicate ai fondi pensione gestiti: per questo si invita a valutare la possibilità di superare il divieto di duplicazione delle commissioni nei termini attualmente vigenti”. La Commissione precisa allora che si consente fin d’ora la possibilità di prevedere un superamento del divieto di cumulo dei costi con una serie di limiti e con modalità specifiche. In particolare per investimenti in Oicr collegati, vale a dire Oicr promossi o gestiti dalla società che gestisce le risorse del fondo pensione da altre società dello stesso gruppo di appartenenza, dal compenso della società che gestisce il fondo pensione sarà dedotta la remunerazione complessiva (commissione di gestione ed eventuali commissioni di incentivo) percepita dal gestore del fondo collegato.

In caso di investimento in Oicr diversi da quelli collegati sul fondo potranno esserci commissioni di gestione (e eventuali commissioni di incentivo) a condizione che venga resa agli aderenti informazione adeguata sulla misura massima delle commissioni applicabili dagli Oicr sottostanti. Conclude Covip che “sul fondo pensione non ci saranno spese e diritti di qualsiasi natura relativi alla sottoscrizione e al rimborso di quote di parti di Oicr coerentemente con quanto già previsto”.

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